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San Paolo, città dei Mondiali e della chef Helena Rizzo


Nella città che il 12 giugno darà il via ai Mondiali di calcio si trova il Maní, il ristorante guidato dalla migliore chef donna del mondo 2014

di Chiara Degl’Innocenti

È la miglior chef donna del mondo. Si chiama Helena Rizzo e si è da poco aggiudicata il riconoscimento Veuve Clicquot “Best Female Chef” 2014, dopo aver ricevuto l'anno scorso il premio come miglior chef donna dell’America Latina.

Ex modella, 35 anni e laureata in architettura è alla guida, insieme al marito Daniel Redondo, del ristorante Maní a San Paolo, la città che ospiterà il 12 giugno la partita d’inizio dei Mondiali di calcio. E il Brasile, la sua cultura gastronomica, le sue materie prime sono al centro dei piatti della chef Rizzo che coniuga, in chiave moderna, tradizioni culinarie a ingredienti locali ottenendo pietanze autentiche e facilmente accessibili. “Un perfetto esempio di cucina innovativa, che conserva ancora un’anima” si legge sulla motivazione del riconoscimento.

Cresciuta professionalmente in Europa, l’esperienza che più l’ha segnata è stata quella fatta nella cucina dei fratelli Roca a El Celler de Can Roca, noto ristorante di lusso di Girona. “La mia cucina si associata perfettamente alle mia storia, ai miei ricordi, al mio passato e al modo in cui oggi percepisco il mondo. Le scoperte, le riscoperte, lo scambio con le persone”, racconta Helena Rizzo.

Quando a 18 anni si è trasferita a San Paolo ha iniziato a lavorare come modella. “Fin da piccola, però, amavo cucinare. Quando sono arrivata a San Paolo ho cercato anche un part-time. Il mio primo lavoro è stato come cameriera in una società di catering. Dopo, ho trovato un lavoro nella cucina di un ristorante francese. Cucinare alle feste e in casa di amici ha ulteriormente acceso la mia passione per questo mestiere facendomi abbandonare quello di modella. Così, senza accorgermene, mi sono ritrovata nel mondo della ristorazione, in Italia per un anno e poi in Spagna per altri tre.

Il Maní, da quando ha aperto, ha avuto un’evoluzione. E tra un po' si sdoppierà. “Penso che il motore di tutto sia essere curiosi, voler sempre imparare e migliorare nel rispetto del momento, degli altri e di se stessi. Per me, la più grande ispirazione è la vita stessa, quello che accade ogni giorno. Tra poco aprirò un nuovo locale a San Paolo. Sarà sul terrazzo di una libreria incredibile che abbiamo qui in città. Sarà un bar che servirà panini, dolci e altre leccornie. La cucina semplice e focalizzata intorno agli ingredienti e allo chef Marcelo Almeida, un professionista che ha lavorato al Maní per sei anni”.

Ai Mondiali manca poco e il Maní si sta preparando per il fischio d’inizio del 12 giugno. Anche con piatti tradizionali brasiliani dal sapore internazionale, come gli gnocchi di mandioquinha (la regina delle radici) con tucupi dashi (una salsa gialla estratta dalla radice di manioca selvaggia) e il roast beef in salsa di tè nero cinese. “Se dovessi, però, scegliere un antipasto, un piatto principale e un dessert del Maní ordinerei il ceviche agli anacardi (una ricetta locale a base di pesce, frutti di mare crudi, marinati nel limone e spezie), la guancia di bue con una purea di taioba (una pianta ricca di amido e vitamina A) e osso buco e, per finire, un millefoglie allo zenzero”.