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Roy Paci tra musica e alta cucina


Il musicista abbina cinque vinili a cinque piatti gourmand lasciandosi ispirare da sonorità e gusto

di Francesca Martinengo

'Il mio prossimo lavoro? Uscirà in estate, a distanza di quattro anni dall’ultimo, e avrà sonorità che uniranno il rock inglese e americano all’elettronica contemporanea'. Così parlò Roy Paci: il musicista e artista non è solo un conoscitore di musica vintage, ma anche un foodie esperto di chef e prodotti del territorio. Qui ha abbinato per noi cinque piatti top a cinque grandi vinili iconici in una hit list foodsound.

I.R.M. di Charlotte Gainsbourg

Risotto Cacio e Pepe di Massimo Bottura (Osteria Francescana, Modena).
Li accomuna la rock attitude: quella data dalla Gainsbourg alle sue canzoni è la stessa, provocatoria, che Bottura ha impresso in questo piatto dal gusto così tradizionale.

Based on a True Story dei Fat Freddy’s Drop

Canocchie ‘nbriache all’anconetana di Mauro Uliassi (Uliassi, Senigallia).
Perché niente è così semplice come sembra, né questo vinile (con un reggae facile solo all’apparenza), né i piatti di Uliassi che invece nascondono sempre una grande tecnica. La difficoltà più grande sta sempre nel fare (bene) le cose semplici.

Victim of Love di Charles Bradley

Ostriche e Piccione di Ciccio Sultano (Duomo, Ragusa)
Voce e sapore che ci fanno davvero volare in alto.

Sandinista, The Clash

Patata all’argilla con crema di ricci di mare e salicornia di Cristina Bowerman (Glass Hostaria, Roma).
Entrambi "raccontano" della capacità di mettere insieme elementi diversi (tipi di persone e materie prime del piatto, dalla patata ai ricci di mare), lasciando un messaggio che travalica il tempo contingente.

Kind of Blue di Miles Davis

Uovo al Nero di Seppia di Pino Cuttaia (La Madia, Licata)
Per la capacità di creare le cose più belle partendo da una realtà difficile. Come ha fatto Miles con la sua musica, come fa Cuttaia creando e sperimentando piatti coraggiosi.