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Preparare un buon cocktail in casa? Il segreto non è l’alcol


Molte ricette di cocktail prevedono una cospicua componente analcolica: Fever-Tree produce toniche, cole, ginger beer e ginger ale d’eccellenza

di Aldo Fresia

Se vi è capitato di preparare un buon cocktail in casa, siete sicuramente partiti dalla ricetta che più amate e poi vi siete procurati gli ingredienti. Il più delle volte, però, avete prestato massima attenzione alla scelta dello spirito, whisky o gin o altro che fosse, e il resto l'avete un po' trascurato. Soprattutto la componente analcolica, quella che in alcuni casi costituisce un buon tre quarti di ciò che beviamo: ad esempio nel Gin Tonic (la tonica), ma anche nel Cuba Libre (la cola), nel Whisky and Soda (la soda) e via elencando.

PUNTARE AL MEGLIO, PARTENDO DAL GIN
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un prepotente ritorno del Gin Tonic, rimesso sugli scudi dai barman di tutto il mondo. Una delle ragioni del suo successo è stata la presenza sul mercato di acque toniche squisite, realizzate con grande attenzione per gli ingredienti di base e per la lavorazione: per esempio ottenere la giusta bolla, quella che conserva ed esalta i sapori, non è affatto un gioco da ragazzi. Se andiamo oggi a spulciare quelle che sono considerate le toniche migliori, troviamo spesso i nomi Q Tonic, Fentimans e soprattutto Fever-Tree.

LA RINASCITA DEL GIN TONIC? MERITO NOSTRO
Nel 2004 Charles Rolls e Tim Warrilow, fondatori di Fever-Tree, danno un'occhiata al mercato e dicono: ci sono distillati premium, ed è un bene, ma non esistono soft drink naturali che possano essere considerati all'altezza. Siccome ci piace un sacco il Gin Tonic, perché non produrre una tonica come si deve? Detto fatto, eccoli rintracciare i migliori ingredienti e combinarli in una ricetta sorprendente, tanto che oggi i rappresentanti a vario titolo di Fever-Tree si vantano di essere stati tra i fautori della rinascita del Gin Tonic. Affermazione che, fatta la tara all'orgoglio aziendale, non è sbagliata.

NON UNA, MA SEI TONICHE
Se ragioni in vista dell'eccellenza, allora devi porti il problema degli accostamenti, andando inevitabilmente a confrontarti con l'enorme varietà di sapori e aromi offerti dalle marche di gin. Fever-Tree produce due toniche estremamente versatili, la classica Premium Indian e la Naturally Light, che ha il 58% in meno di calorie rispetto alla precedente. Accanto ad esse ce ne sono altre quattro: l'Aromatic (con corteccia di angostura, adatta a gin corposi e ricchi di ginepro), la Mediterranean (con rosmarino, timo e limone, ideale per gin agrumati ed erbacei), la Elderflower (con fiori di sambuco, che la rendono perfetta per i gin freschi e floreali) e la Lemon (con limoni di Sicilia, da utilizzare insieme allo sloe gin). Alcune sono sul mercato italiano da tempo, ad esempio la Premium Indian, altre stanno arrivando ora, come la Naturally Light e la Aromatic.

NON SOLO GIN
Constatato che il concetto di analcolico di qualità aveva conosciuto un enorme successo, Rolls e Warrilow hanno deciso di ripetere l'esperienza, puntando questa volta su prodotti da accostare ai cosiddetti dark spirit, cioè agli alcolici scuri come whisky e rum. Ecco dunque la soda water (per i whisky), la cola (whisky e rum) e l'accoppiata formata da ginger ale e ginger beer: uguali gli ingredienti, cioè acqua di fonte, zucchero di canna e zenzero, ma differente la lavorazione, con la ginger beer che è fermentata e di conseguenza ha una maggiore piccantezza. In linea di massima, il consiglio è di affiancare il ginger ale a whisky, cognac, armagnac e calvados e di riservare la ginger beer per rum, vodka, tequila e mezcal.