Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Play With Food a Torino: 4 motivi per andare


Gli eventi più interessanti da non perdere durante la quinta edizione del festival di arti visive e creative dedicate al cibo che apre il 26 marzo

di Francesca Martinengo

Giocare, recitare, confrontarsi con il cibo: va in scena, dal 26 al 30 marzo a Torino, la quinta edizione di Play With Food , festival di arti visive e performative che sposta il cibo dal suo contesto enogastronomico e lo colloca al centro di un divertissement (e di una riflessione) artistica, declinandolo in "altri" modi: dalla pièce teatrale all’installazione e ancora alla fotografia.

Un’occasione per godersi il food da un punto di vista diverso: "Dopo aver fatto teatro per dieci anni" dice Davide Barbato dei Cuochivolanti "io e la mia socia Roberta Cavallo cercavamo il modo di unire il mondo performativo alla cucina, poi abbiamo pensato di allargarci anche ad altre discipline artistiche. Il cibo è un "materiale" ricco di spunti: sociali, politici, culturali, senza trascurare il suo aspetto ludico".

Ecco cosa non perdersi del programma: 

La sezione dedicata alle arti visive. In una scuola di cucina ricavata da un ex spazio industriale (Qubì, via Parma, 75), il cibo come non l’avete mai visto. Protagonista di opere video, installazioni fotografiche, illustrazioni surreali. I temi: ricette dallo svolgimento improbabile, solitarie e stranianti tavole imbandite illuminate da candelabri barocchi, enormi pentole e suppellettili giganti che sembrano uscire dalle pareti.

Le underground dinner: preparate per happy few in luoghi il cui indirizzo rimane segreto fino all’ultimo e viene comunicato solo poche ore prima ai partecipanti. Ogni cena inoltre ha un tema, e il menù -  anche questo top secret – è accompagnato da performance, letture e proiezioni. Da non perdere la cena Magna Istria, a cura dell’autrice Francesca Angeleri: un viaggio - documentario alla ricerca delle proprie radici, attraverso tappe che vengono ripercorse  attraverso le ricette del territorio.

L’operetta psyco-rock: nell’inedita pièce Il Re delle Cucine naturalmente il personaggio in scena è uno chef con i suoi dubbi gastro-esistenziali; la novità assoluta consiste nel fatto che lo spettatore segue la performance dotato un "kit gustativo" per una maggiore esperienza sinestetica in contemporanea a quanto accade sul palco (Officine Corsare, via Pallavicino 35).

Le Cinecolazioni: ovvero un’insolita (e un po’ snob) colazione a teatro, sul palco del CineTeatro Baretti (via Baretti, 4) con muffins, biscotti e torte homemade, mentre sullo schermo scorrono spezzoni di cortometraggi di animazione dedicati al food, selezionati dal Centro Nazionale del Cortometraggio di Torino.