Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Pinot nero, vitigno reale


È uno dei vitigni più difficili da coltivare e gode di enorme fama: ecco alcuni consigli per la degustazione, dai prodotti altoatesini a quelli dei Conti Vistarino

di Aldo Fresia

Il Pinot nero è vitigno molto difficile da coltivare e non vanta una delle rese maggiori per ettaro: eppure, forse anche grazie a queste caratteristiche, è da sempre un protagonista assoluto nella produzione vinicola di qualità. Tanto da conquistare un posto speciale all'interno di un film hollywoodiano: si intitola Sideways, è uscito nel 2004 e ha causato un aumento importante del mercato legato ai vini prodotti con Pinot nero.

Del resto, il protagonista Paul Giamatti spende parole che non lasciano spazio a dubbi: interrogato sul perché gli piaccia così tanto quel tipo di vino, risponde che «non è un guerriero come il Cabernet, che può crescere un po' ovunque, anche se trascurato. Il Pinot ha bisogno di costante cura e attenzione. Solo i più pazienti ed esperti possono coltivarlo».

C'è un'altra caratteristica importante: il Pinot nero risente fortemente delle caratteristiche specifiche di un territorio, risponde alle più piccole differenze climatiche e di coltivazione e di conseguenza quasi ogni collina produce un vino diverso. È forse il vitigno che più di ogni altro incarna una celebre frase di Mario Soldati: «Il vino è la poesia della terra».

Proprio l'enorme influenza del territorio produce le maggiori difficoltà, per gli amanti del buon bere, perché i prodotti di qualità arrivano da zone molto specifiche e spesso il numero delle bottiglie è contenuto. Va da sé che la varietà che cresce nella Borgogna merita appieno di essere considerata di rango reale, però costa un occhio della testa e dunque resta privilegio di pochi. Come orientarsi, dunque, fra i Pinot che provengono da altre zone?

Se restiamo in Italia, godono di ottima e meritata fama quelli prodotti in Alto Adige e in particolare i vini di Bruno Gottardi, che però vanno a ruba e non è facile procurarsi. In alternativa possiamo rivolgerci alle due bottiglie altoatesine che hanno ricevuto i tre bicchieri nella guida del Gambero Rosso 2017: il Pinot Nero Bachgart 2013 (produttore: Maso Hemberg - Klaus Lentsch) e il Pinot Nero Trattmann Mazon Ris. 2013 (produttore: Cantina Girlan).

Un ulteriore consiglio prevede di scendere più a sud, rispetto all'Alto Adige, e fermarsi nell'Oltrepò Pavese, presso la tenuta di Rocca de' Giorgi della famiglia Vistarino. Qui il vitigno del Pinot nero è coltivato su tre diverse aree e di conseguenza è possibile assaggiare i tre vini ottenuti per apprezzare appieno come basta spostarsi di un paio di ettari per ottenere risultati molto differenti (perché cambiano l'altezza sul livello del mare, l'esposizione al sole, le correnti d'aria, il terreno, eccetera).

È un esperimento che offre anche garanzia di qualità: dei tre cru prodotti nell'annata 2013, quella che arriva ora sul mercato, il Pinot Nero Bertone ha conquistato tre bicchieri della guida del Gambero Rosso 2017. Non sono da meno, per quanto non siano altrettanto blasonati, gli altri due cru: il Pinot Nero Pernice (lo storico cru di Vistarino) e il Pinot Nero Tavernetto. Affiancarli durante la degustazione è il modo migliore per apprezzare la raffinatezza e la bontà del Pinot.