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Piadina, dove mangiare la migliore


Proposte classiche, inedite, a tre piani o arrotolate. Denominatore comune: la vera Piadina Romagnola

di Sarah Scaparone

Da qualche mese la piadina romagnola ha ottenuto il riconoscimento IGP, ossia l’Indicazione Geografica Protetta. Una tutela per il consumatore, ma anche per questo prodotto che è patrimonio di tutta la Romagna. Tra i più celebri “cibi di strada” famoso in tutto il mondo per la semplicità degli ingredienti (farina di grano tenero, acqua, sale, strutto oppure olio extravergine di oliva) e la versatilità negli abbinamenti ha il suo cuore pulsante nei lidi ravennati, ma non solo. Ecco i luoghi migliori dove assaggiare una vera piadina che può dirsi Romagnola solo se prodotta e confezionata in Romagna:


La Piadina del Porto. Nessun sito internet e nessuna pagina Facebook potranno convincervi a venire a Rimini, in via destra del Porto 71, per provare le specialità di questa gastronomia-piadineria. Solo il passaparola. Aperto da quindici anni e gestito da romagnoli doc, La Piadina del Porto propone una trentina di piadine e una cinquantina di cassoni (una specie di focaccia fatta con l'impasto della piadina) la cui particolarità è di essere farciti con verdure crude. Tra le piadine non mancano quella hamburger e la piada con sardoncini marinati, cipolla e rucola. Una curiosità: le materie prime sono locali come il pesce azzurro della zona, tra i protagonisti dell’offerta anche nel reparto gastronomia.

Chiosco del Lago. Siamo a Cervia, nel ravennate, in una delle tappe obbligate per la vera piadina Romagnola. Qui l’impasto (anche con il farro) si tira ancora con il matterello e le piade vengono cotte su lastre di pietra. La scelta spazia dalle piadine più classiche a gusti più curiosi (come quella con salame, melanzane e formaggio alla griglia), ma qui si preparano anche i crescioni (stessa pasta della piada, ma più sottile e piegata a mezza luna) e i rotoli ottenuti arrotolando la sfoglia di piadina farcita con i più svariati ingredienti.

Piadina del Mare. A Milano Marittima è una vera istituzione. Tre generazioni di piadinare alle spalle, cinquant’anni di storia, tre chioschi e un menù d’eccezione. La scelta è davvero ampia: dalla piada vuota a quella con cotoletta, pomodoro, insalata e maionese, passando dai crescioni vegetariani ai rotoli con squacquerone, marmellata e fichi o ancora alle schiacciatine al sale di Cervia. La ricetta dell’impasto? La stessa dal 1960.

Amarcord. Hanno imparato l’arte della piadina a Gatteo a Mare (Fc) e da qualche mese la stanno diffondendo sotto la Madonnina. Qui, dove non manca anche qualche piatto di ristorazione, le piadine sono classiche (crudo, squacquerone e rucola), gorumet di terra (carpaccio di pere su un letto di songino, tacchino, gocce di gorgonzola, noci e polvere di pistacchi) o di mare (lattughino, carpaccio di salmone, avocado e semi di melograno). La più originale? Quella su tre piani che si sviluppa in altezza, con caponata, bresaola, brie, noci e aceto balsamico.

Fresco Piada. E a Milano, all’interno del Mercato Metropolitano, è approdata fino a fine ottobre la piadina di questi artigiani di Riccione che producono in Romagna e vendono in tutta Italia. Realizzate con materie prime selezionate come farine di grani romagnoli, sale marino di Cervia o olio extravergine di oliva delle colline riminesi, le piadine si caratterizzano anche per una ricerca nelle ricette e nelle tipologie tipiche della zona nord della Romagna. Basti pensare alla Piada di Santarcangelo di Romagna con il giusto equilibrio tra spessore, dimensione e rotondità di gusto o la Piada del Chiosco che ricorda per spessore, forma e profumi le piade della zona del ravennate.