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Nuove tendenze: i cocktail ai festival musicali


Ingredienti di qualità e perizia nella realizzazione anche al di fuori delle aree VIP

di Aldo Fresia

Arriva dagli Stati Uniti una tendenza interessante: la presenza ai festival musicali di ottimi barman che, utilizzando ingredienti di livello e mettendo a frutto il loro mestiere, confezionano cocktail di qualità superiore. E lo fanno per tutti, non solo all'interno delle aree riservate ai VIP, che in certa misura già godevano di un trattamento fuori dalla norma.

Dietro questo fenomeno c'è una sapiente strategia commerciale. Il punto di partenza è che l'organizzazione di un festival musicale, che dura alcuni giorni, prevede l'allestimento di una serie di spazi al servizio degli spettatori. Alcuni brand di alcolici e superalcolici hanno allora deciso di predisporre postazioni griffate, assumere barman capaci e offrire una variazione rispetto alla classica birra o ai nefasti drink buoni per la sbronza veloce.

L'idea si è rivelata vincente e ha ormai colonizzato, fra gli altri, il Coachella Festival di Indio (California), il Bonnaroo in Tennessee, il Fun Fun Fun Fest di Austin e il Governor's Ball di New York. L'Europa non è stata a guardare e postazioni attrezzate di tutto punto hanno fatto la loro comparsa al Tomorrowland (Belgio), all'Electric Picnic (Irlanda) e al Sensation di Amsterdam.