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9 liquori per fare il giro del mondo


Cantine nascoste e alambicchi di rame, lavorazioni perdute, distillerie dormienti, ricette segrete: dai cinque continenti le bottiglie più rare, speciali, uniche

di Laura Barsottini

Il giro del mondo in nove bottiglie. Le più esclusive, le più pregiate del mondo, dai sapori epici e sorprendenti. Si parte dal Messico, con il mezcal Los Sietes Misterios, dagli insospettabili sentori di ciliegia e lampone, uniti a note affumicate. Oltre il Pacifico, non fanno che confermare il loro successo i whisky giapponesi: i più apprezzati del momento sono il Kuruizawa 1975, dell’omonima distilleria dormiente (che conserva, quindi, ma non distilla più), o l’Hibiki 12 anni, blend di 30 whisky artigianali delle distillerie Hakushu e Yamazaki. Un passo ancora verso ovest e, nelle steppe siberiane, troviamo la vodka Beluga Noble, distillata tre volte e fatta riposare un anno. Dall’Asia all’Europa, ed ecco il whisky Highland Park Loki delle isole Orcadi, secondo nato della collezione Valhalla (il primo, Thor, è esaurito!). Oltremanica, abbiamo cognac invecchiati 25 anni come lo Xo, della francese A.E.Dor: una delle poche Maison ad avere distillati millesimati dal 1805 al 1893 conservati in cantine segrete e damigiane di vetro. Ma anche l’Italia ha le sue perle: come il Marton’s Dry Gin di Treviso, aromatizzato con 11 botanicals a cui se ne aggiunge uno segreto, o il Rhum Rhum Liberation 2012, dai sapori dovuti a lavorazioni perdute, come la doppia distillazione a bagnomaria in alambicchi di rame prodotti in Germania su indicazione del produttore. Un balzo oltre Atlantico, ed ecco il rum Havana Club Maximo Extra Anejo, da antica ricetta segreta, in poche centinaia di bottiglie, ciascuna con un codice per accedere a informazioni esclusive.