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La moka e la storia del caffè espresso


In vista di Expo 2015, la caffettiera si mette in mostra per diffondere la cultura italiana del caffè tra curiosità, leggende e un mito anni ’30

di Marina Mauri

Dall'1 al 12 ottobre sarà possibile scoprire ogni segreto di un buon caffè espresso, all'interno delle Scuderie di Palazzo Ruspoli a Roma. Una location di grande fascino fa da sfondo all'esposizione La moka si mette in mostra, un'intuizione geniale diventata mito dove, grazie alla collaborazione di Bialetti Industrie, si percorre un itinerario nella storia e nelle tradizioni legate al caffè. Ecco cinque motivi per andarci.

Conoscere la materia prima: il caffè. Dalla coltivazione della pianta alla produzione dei profumati chicchi, alla preparazione della bevanda. La mostra, nella sua prima parte, è un viaggio attraverso le curiosità e le leggende legate alla sua scoperta e alla sua diffusione.
Scoprire l'evoluzione della caffettiera: una sezione della mostra è dedicata agli antichi strumenti utilizzati per preparare il caffè, tutti anteriori al 1933, anno in cui Alfonso Bialetti ha inventato la Moka Express, caffettiera che, attraverso i progetti successivi, è arrivata alla versione che oggi conosciamo.
Capire con nasce la Moka: dalla fusione dell'alluminio al confezionamento. Dalla produzione artigianale con i macchinari d'epoca a quella industriale di oggi. Tanti gli esemplari unici e i vari modelli dagli anni '50 a oggi.
Assistere alla nascita del mito: bozzetti originali delle campagne stampa e delle prime pubblicità, caroselli televisivi, pubblicazioni degli anni '50 e '60. La comunicazione e l'inventiva di Renato Bialetti, protagonista assoluto l'Omino coi baffi che ancora oggi è simbolo della Moka.
Partecipare agli appuntamenti: corsi di degustazione del caffè, laboratori e incontri compongono un ricco calendario per tutta la durata della mostra.

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