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Maso Martis, bolle Trentodoc e gestione famigliare


Una delle migliori cantine emergenti nel mondo delle bollicine metodo classico

di Aldo Fresia

Il marchio Trentodoc, nato nel 2007, è un punto di riferimento per gli amanti delle bolle italiane: fortemente voluto dai produttori del territorio che va dal Lago di Garda fino ai confini dell'Alto Adige, vanta oggi quarantacinque etichette differenti. Ce ne sono di famose, come quella fondata da Giulio Ferrari, ma la vera avventura è scoprire i nomi emergenti, quelli che godono già di ampi consensi nel giro degli esperti e che si preparano a conquistare il grande pubblico. Un esempio è fornito da Maso Martis.

L'azienda nasce nel 1990, sugli splendidi rilievi del comune di Martignano, circa 3 chilometri a nord di Trento. La fondano Antonio e Roberta Stelzer, che oggi la gestiscono insieme all'enologo Matteo Ferrari e alle figlie Alessandra e Maddalena, già attivamente coinvolte nonostante la giovane età (Alessandra si è laureata nel 2015, Maddalena maturata nel 2016).

Maso Martis ha puntato sin da subito sul metodo classico, quando ancora non era riverito come oggi e quando ancora non esisteva il marchio Trentodoc. E sin da subito ha scelto la viticoltura biologica, con la raccolta dell'uva fatta rigorosamente a mano e l'esclusione dei prodotti di sintesi o degli OGM. Tempo di assestarsi e hanno cominciato a fioccare premi e riconoscimenti, a livello nazionale e internazionale.

Vale la pena di assaggiare tutti i Trentodoc di Maso Martis, a partire dal Brut e dal Demi-sec per poi concedersi le bottiglie premiate: l'Extra brut rosé riserva (annate 2009 e 2011), il Dosaggio zero riserva (2010 e soprattutto 2011) e il Brut riserva (2009). La ciliegina sulla torta è il Madame Martis, un brut riserva millesimato prodotto in un numero limitatissimo di bottiglie: solo mille.