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Lezioni di champagne


Cinque mosse per scegliere, servire e bere al meglio bollicine speciali

di Francesca Martinengo

Che cosa disse Dom Perignon ai confratelli dopo aver inventato lo champagne? Venite qui in fretta, sto degustando le stelle.
(John Green).

E in questi happy days si stanno facendo e si faranno molti brindisi stellari. Qui una mini-guida per scegliere, servire e bere lo champagne al meglio. Ce li danno il giornalista e autore Gigi Padovani ne “L’arte di bere il vino”, collana Totem di Centauria, e la Cuverie Boizel, Maison che dal 1834 produce champagne distribuito in Italia da Feudi di San Gregorio.

1 - Be choosy
Non tutti gli champagne sono uguali: bisogna scegliere quello giusto per ogni occasione. Per le feste meglio il Brut non millesimato, che si abbina alle portate speciali di Natale e di Capodanno. L’abbinamento con un rosè più morbido è invece ideale con il dessert, perché la freschezza acida delle bollicine mal si adatta al dolce. A Capodanno avete in programma un tête-a-tête? Perfetto una cuvée prestige o un vecchio millesimato.

2 – In alto i calici
Sulle note “Libiamo, libiamo” della Traviata il brindisi si faceva nelle coppe, che ormai gli esperti consigliano solo più per l’Asti dolce. Adesso domina incontrastata la flûte, d’obbligo averne almeno un set in casa. In mancanza no panic: si può usare anche un bicchiere a tulipano. L’importante è tenerlo per lo stelo per non far scaldare lo champagne e mantenere la freschezza del perlage. Senza appello: non tenere mai una flûte per la base. È brutto da vedere e rischiate di rovesciare maldestramente un ottimo vino.

3 – Keep it cool
La temperatura ideale per gustare tutta la freschezza del bouquet sprigionata dalle bollicine è di 8° centigradi. Ricordarsi che, appena versato nel calice, la temperatura si alza automaticamente di 2°. Per raffreddare velocemente una bottiglia, usare un secchiello del ghiaccio dove mettere nell’ordine: una manciata di sale grosso, ghiaccio, bottiglia, acqua fredda. Basteranno anche 10-15 minuti per raffreddare il vino al punto giusto, con la bottiglia immersa fino al collo. Mai metterla in frigorifero e soprattutto no assolutamente nel freezer, per evitare shock termici che al vino fanno sempre male. Una volta raffreddata, ‘conservare’ invece la bottiglia in una glacette: un contenitore-guaina che grazie a una intercapedine è capace di evitare la dispersione di calore e mantiene la temperatura costante per 2-3 ore.

4 – Non è vero che gli “stappi” sonori sono graditi a tutti, e sicuramente non è la prassi corretta da seguire. E’ necessario prendere con delicatezza la bottiglia dal corpo, non dal collo, con una sola mano (per evitare che la temperatura corporea riscaldi il vino) e rimuovere il cappuccio metallico. Reggendo la bottiglia dal fondo, inclinarla leggermente, e iniziare a farla girare tenendo fermo il tappo. Il tappo salirà lentamente, evitare il botto e stappare con eleganza, facendo fare un leggero sibilo alla bottiglia. Per facilitare il processo usare le pinze da champagne, comode ed eleganti.

5 – Cheers!
Il brindisi si fa quando tutti sono stati serviti. Vietato tassativamente dire “cin cin”, si può invece far “battere” i calici guardandosi negli occhi. Auguri!

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