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La rinascita dei whiskey irlandesi


Il trend dell’Irish whiskey è in ascesa: ecco le caratteristiche principali di questo distillato e tre consigli d’assaggio

di Aldo Fresia

Nel corso del XIX secolo il whiskey irlandese ha conosciuto una vera e propria età dell'oro. Dopo aver ceduto il passo alla concorrenza, in particolare alla corazzata dei whisky scozzesi, oggi sta tornando a macinare terreno. Approfittiamone per capire meglio di cosa si tratta e cosa assaggiare.

WHISKEY O WHISKY?
Intanto, un chiarimento: il termine whiskey (con la E) si è diffuso in Irlanda e negli Stati Uniti, mentre nel resto del mondo si utilizza whisky.

AUMENTO DEI CONSUMI
Diageo ha recentemente annunciato il lancio di Roe & Co, un nuovo blend premium di whiskey irlandese. In quell'occasione ha intervistato Michael Creed, ministro dell'agricoltura, che ha confermato il trend positivo del settore: «Attualmente è il distillato con la più rapida crescita mondiale, con un aumento delle vendite globali pari al 300% e un record nelle esportazioni».

COSA LO DISTINGUE
Jim Murray, autore della prestigiosa Whisky Bible, sottolinea che c'è grande confusione, quando si tratta di definire cosa distingue il whiskey irlandese da tutti gli altri. In particolare da quello scozzese, con il quale condivide numerose connotati, primo fra tutti l'aroma affumicato derivato dalla torba. La vera peculiarità dei distillati irlandesi è che sono ottenuti da un miscuglio di orzo maltato e orzo non maltato. La ragione è di tipo fiscale: serve a ridurre l'incidenza delle tasse applicate sull'orzo maltato – tributi presenti anche in Scozia, nel XVIII secolo, ma poi abbandonati, con la conseguente eliminazione degli orzi non maltati dalla produzione locale.

COSA PROVARE
Dovendo indicare tre bottiglie che vale la pena assaggiare, ci siamo rivolti a quelle che incontrano l'entusiasmo unanime degli esperti.

Dair Ghaelach – Distilleria Midleton
È ottenuto attraverso distillazione discontinua e invecchiato per 15-22 anni in botti dove precedentemente era maturato del bourbon; poi viene ulteriormente affinato in botti di quercia irlandese di primo passaggio. Esperti di varia provenienza concordano che il risultato è un whiskey fra i migliori al mondo, non solo d'Irlanda.

Single Malt Aged 21 Years – Distilleria Old Bushmills
Stiamo parlando del whiskey di punta della più antica distilleria irlandese (risale al 1784). È invecchiato per diciannove anni in botti precedentemente utilizzate per sherry e bourbon, poi trasferito in botti di madeira per un affinamento di altri due anni. È un distillato solo di poco inferiore al precedente, parola di esperti.

Single Grain – Distilleria Teeling
Viene maturato in botti di vino rosso californiano, che gli conferiscono le caratteristiche note fruttate e il peculiare color ambra. È un distillato complesso, ma insieme molto pulito e bilanciato. È il migliore single grain al mondo secondo gli autorevoli World Whisky Awards 2016.