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La mostra Regine & Re di Cuochi, 6 motivi per visitarla


Alla Palazzina di caccia di Stupinigi (Torino) il percorso espositivo Regine & Re di cuochi celebra gli ultimi 60 anni della cucina italiana

di Francesca Martinengo

Da Cracco a Bottura, da Gualtiero Marchesi a Valeria Piccini, da Davide Oldani a Moreno Cedroni, da Aimo e Nadia a Gennaro Esposito, solo per citarne alcuni. I personaggi che negli ultimi sessanta anni hanno fatto grande la cucina italiana sono i protagonisti della mostra Regine & Re di Cuochi che si è aperta nella settecentesca Palazzina di Caccia di Stupinigi (Torino). Durante la recente inaugurazione (che è stata davvero una giornata importante per la ristorazione italiana, anche con la firma, alla Farnesina, del Protocollo d’Intesa per la valorizzazione della cucina italiana di qualità all’Estero) abbiamo incontrato Marco Bolasco, il coordinatore del Comitato Scientifico (formato da Elisia Menduni, Bob Noto, Nicola Perullo, Fabio Rizzari, Massimiliano Tonelli) che ha precisato: “Il concetto di visione della cucina attraverso una mostra è diversa da tutti gli altri modi di parlarne, che normalmente passano da altri sensi, in primis il gusto. Il nostro obiettivo era spiegare – partendo da tempi non sospetti, quando la televisione non si occupava di cucina – come siamo arrivati fin qui. La scelta che abbiamo fatto è di puntare sui professionisti che abbiano contribuito a mettere dei “mattoncini” nel grande wall della gastronomia italiana”.
Ecco tutti gli altri motivi, anche secondo Bob Noto, curatore fotografico del percorso espositivo, per vedere Regine & Re di Cuochi, fino al 5 giugno:
1 – Per ascoltare gli chef (nei video dell’esposizione e poi durante i talks che si terranno fino a giugno), raccontare cose diverse da ciò che solitamente dicono con la padella in mano: si terranno conversazioni con critici d’arte, come Achille Bonito Oliva, Carlo Benvenuto e Luca Guadagnino, Roy Paci, Giugiaro.
2 – Per scoprire che dietro un ristorante ci sono spesso straordinarie storie umane: di generazioni, famiglie, territori.
3 – Perché è una mostra all’avanguardia (dall’alto tasso culturale ma anche interattivo): anche nell’allestimento, un “bosco” di cilindri sospesi, ciascuno dedicato ad uno chef.
4 - Una mostra corale sui migliori cuochi italiani non è mai stata fatta: qua ci sono Massimiliano Alajmo, Guido e Lidia Alciati, Matteo Baronetto, Heinz Beck, Massimo Bottura, Antonino Cannavacciuolo, Giuseppe e Mirella Cantarelli, Moreno Cedroni, Enrico e Roberto Cerea, Antonello Colonna, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Pino Cuttaia, Gennaro Esposito, Alfonso Iaccarino, Antonia Klugmann, Paolo Lopriore, Valentino Marcattilii, Gualtiero Marchesi, Aimo Moroni, Norbert Niederkofler, Davide Oldani, Angelo Paracucchi, Piergiorgio Parini, Fabio Picchi, Valeria Piccini, Fulvio Pierangelini, Niko Romito, Nadia Santini, Davide Scabin, Salvatore Tassa, Mauro Uliassi, Gianfranco Vissani. A ciascuno è dedicato uno spazio dell’allestimento.
5 - Più che una esposizione è un’installazione artistica in un ambiente di grande fascino.
6 - La Palazzina di caccia di Stupinigi è bellissima: verranno messi in vendita biglietti a prezzo speciale che comprenderanno l’ingresso alla mostra e la visita alla Palazzina. Perché non approfittarne?