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La grappa fatta con le vinacce del Bordeaux


Poli Pauillac, la prima acquavite ottenuta dalla distillazione delle vinacce di Château Mouton Rothschild

di Aldo Fresia

Nel mondo del food & beverage, non c'è forse rivalità più grande di quella che separa Italia e Francia. Eppure eventuali matrimoni possono riservare sorprese interessanti, indipendentemente da quanto complessi siano stati da organizzare. Un esempio è fornito da Poli Pauillac, la prima grappa italiana distillata a partire dai celebrati vitigni con i quali si ottiene il vino Bordeaux.

L'idea viene un paio di decenni fa a Jacopo Poli, classe 1963 e quarta generazione dell'omonima famiglia di distillatori. Come tutti i professionisti del settore, conosce alla perfezione il mantra di chi produce grappa: per ottenere un prodotto di qualità devi puntare su vinacce d'eccellenza.

La vinaccia è ciò che rimane dopo la spremitura dell'uva destinata alla produzione del vino, un insieme di bucce e semi dell'acino che conservano la capacità di rilasciare profumi e aromi (in gran parte contenuti nella buccia). Siccome in Italia c'è abbondanza di vitigni d'eccellenza, nessuno aveva pensato di gettare l'occhio al di là delle Alpi. Jacopo Poli decide invece di recarsi presso il comune di Pauillac, situato nella Francia sudorientale.

La località non è scelta a caso, perché è uno dei territori più celebrati al mondo in fatto di vino: vi si trovano i più prestigiosi produttori di Bordeaux, nomi del calibro di Château Lafite, Château Latour, Château Lynch Bages e Château Mouton Rothschild. La Champions League del vino.

Fra tutti questi, Jacopo Poli punta il Barone Éric de Rothschild: va a trovarlo, gli chiede di cedergli le vinacce, lui risponde no. Due anni più tardi ci riprova e ancora ottiene una risposta negativa: occorrono dodici anni per sedurre il Barone, che finalmente cede nel 2007. A ottobre di quell'anno il primo carico di vinacce di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot giunge a Schiavon, in Veneto, sede dal 1898 della Distilleria Poli.

L'acquavite ottenuta in seguito alla distillazione trascorre ulteriori otto anni in barrique di rovere francese proveniente sempre da Château Mouton Rothschild. Dopo tanta attesa, a giugno del 2016 avviene l'imbottigliamento del primo lotto di Poli Pauillac: 5000 bottiglie numerate e custodite in cofanetti di legno. Un prodotto curioso, che vale la pena di assaggiare.

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