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La birra più alcolica del mondo


Prodotta dalla scozzese Brewmeister, la Snake Venom porta ai limiti le caratteristiche della "bionda"

di Aldo Fresia

È sempre più difficile farsi notare nel mondo dei mastri birrai, perché l'esplosione della cultura della birra ha causato un aumento esponenziale delle proposte e dei produttori. Apparentemente, i ragazzi della scozzese Brewmeister hanno deciso di puntare sulla gradazione alcolica per conquistare un posto sotto i riflettori: la loro Snake Venom racchiude infatti 67,5 gradi di alcol in una bottiglia da 33 centilitri. Un exploit che non giunge inaspettato, considerato che hanno nel loro catalogo anche la Armageddon (65°).

Il mastro birraio Lewis Shand riconosce che siamo più vicini al mondo dei liquori, anche se gli ingredienti utilizzati "la classificano comunque come birra". La ricetta è ovviamente segreta, ma Brewmeister fa sapere che la lavorazione prevede l'utilizzo di lieviti di birra insieme a lieviti di champagne, oltre che di alcuni accorgimenti tipici della fermentazione dei whisky single malt scozzesi – ad esempio, il ricorso alla torba.

Secondo quanto dichiarato sul sito ufficiale di Brewmeister, "a differenza della Armageddon, la Snake Venom non maschera il sapore d'alcol, che anzi è molto presente. Ciononostante il gusto è pur sempre quello di una birra, non di un liquore: è luppolato, con sentori di malto, ed è molto piacevole".

Ogni bottiglia è accompagnata da un'etichetta gialla che avverte i consumatori di cosa stanno per bere. Siamo chiaramente di fronte a qualcosa che va degustato in piccole dosi, condiviso con gli amici, proprio come si farebbe con una bottiglia di single malt.

A proposito di birre ad altissima gradazione alcolica: la Scozia è anche patria di BrewDog, produttrice della Tactical Nuclear Penguin, che nell'ormai lontano 2009 era stata lanciata come la birra più alcolica del mondo, nonostante si fermasse a "soli" 32 gradi.