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Bruno Vanzan, campione mondiale di Flair


Secondo lui, il futuro è all’insegna della semplicità e della tradizione rivisitata

di Aldo Fresia

Utilizzare lo stile del Flair bartending significa preparare cocktail muovendosi come un giocoliere provetto. Bruno Vanzan è un autentico fuoriclasse del genere: ha collezionato 60 podi, 30 vittorie internazionali ed è stato campione del mondo nel 2009. L'abbiamo incontrato durante la finale della Campari Barman Competition 2016, dov'era presente in qualità di membro della giuria di comunicazione, cioè quella incaricata di valutare creatività e personalità del concorrente e il cui verdetto incideva per il 40% sul punteggio finale (essendo un altro 40% stabilito dalla giuria di degustazione e il restante 20% da quella tecnica).

Romano d'origine, instradato dal padre verso l'Accademia di aeronautica militare, scopre a 17 anni la passione per il bar e da quel momento si lancia con decisione verso «una carriera molto veloce: ho fatto la gavetta, ma non troppa rispetto ad altri colleghi molto più famosi». Oggi si definisce «un ragazzo di periferia che, come campione del mondo, non ha mai smesso di sognare» e ha un'idea molto precisa della direzione presa dal mondo dei bartender e di ciò che ci aspetta nei prossimi mesi.

La parola d'ordine è «ritorno alla semplicità totale: l'esasperazione degli chef, in cucina, e di alcuni barman nell'esagerare le ricette, ha fatto sì che molti clienti non capissero più cosa avevano di fronte». La conseguenza naturale è un «ritorno alle ricette originali, come quella di un Americano o di un Negroni».

Resta comunque uno spazio aperto alla rivisitazione dei classici, perché «le aziende produttrici hanno ampliato la loro offerta e quindi aiutano noi bartender a creare cocktail con una gamma di prodotti sempre più vasta». Si tratta di una sfida complessa, che «ti espone a critiche da parte di colleghi ed esperti che hanno fatto la storia», ma anche di una sfida entusiasmante, perché servono attenzione, professionalità e talento per lavorare avendo margini ristretti e facendo comunque la differenza.