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Il vino dei carcerati sull’isola di Gorgona


Frescobaldi, blasonata cantina toscana, aiuta coloro che stanno scontando una pena a produrre un ottimo vino bianco

di Aldo Fresia

Ogni anno i detenuti che stanno scontando la loro pena nel carcere dell'isola di Gorgona, al largo delle coste livornesi, si riuniscono per stappare bottiglie di ottimo vino. Si tratta di un'eccezione alle norme penitenziarie, che regolano in modo piuttosto rigido il consumo di alcolici: la ragione di questo strappo alla regola sta nel fatto che quel vino l'hanno prodotto loro, lavorando nelle vigne dell'isola. Nel corso dei mesi precedenti, ad aiutarli perché il prodotto finale fosse di buon livello (e lo è), si sono alternati sull'isola gli agronomi di Frescobaldi, blasonata cantina toscana. Questa è la storia di come è nato e si è sviluppato un interessante progetto sociale.

L'ISTITUTO PENITENZIARIO DI GORGONA
I primi prigionieri arrivano sull'isola di Gorgona già nel 1869, anno in cui apre la colonia penale. La distanza dalla terraferma (circa 37 chilometri) consente di realizzare una sorta di carcere a cielo aperto, nel quale i detenuti lavorano i terreni rocciosi e scoscesi per realizzare coltivazioni di vario tipo. Lo scopo, considerato che gli ospiti del penitenziario sono a fine pena, è di dare loro le competenze pratiche per reinserirsi nel mondo del lavoro.

L'UNIVERSITÀ DI PISA
Tra le coltivazioni ci sono anche alcuni vitigni, piantati dall'Università di Pisa nell'ambito di un progetto che prevedeva di coltivare un po' di tutto, senza troppe distinzioni. Le viti producono però un vinello senza pretese, in parte perché non tutte sono adatte al clima di Gorgona, in parte perché accusano la mancanza di una guida esperta. Ed è qui che entrano in scena i Marchesi Frescobaldi, che a onor del vero (lo riconoscono loro stessi) hanno trovato un terreno già favorevole al loro progetto grazie all'azione di un detenuto contadino, che aveva selezionato le uve migliori per quel territorio eliminando le altre.

UN VINO PER RIDURRE LA RECIDIVA
L'idea di Frescobaldi è di aiutare a formare personale qualificato e, contestualmente, di far compiere un salto di qualità alla produzione vinicola isolana. L'effetto tutt'altro che secondario è che in alcuni casi gli ex detenuti trovano poi un impiego presso case vinicole di tutta Italia, e così facendo possono ricominciare con uno stipendio stabile, cosa che riduce enormemente il rischio di tornare a delinquere. Anche per questa ragione, quando le esigenze della vigna richiedono un impegno in conflitto con la routine carceraria (per esempio lavorare alle sei del mattino), la direzione dell'istituto di pena concede permessi ed eccezioni.

UN LAVORO SEMPLICE
Complice l'impegno dei rappresentanti dello stato e quello dei detenuti, il lavoro di Frescobaldi si rivela piuttosto facile. La parte difficile è data dall'imprevedibilità del mare: si va e si viene da Gorgona solo se le acque lo consentono e capita di prendere il largo da Livorno e poi dover invertire la rotta perché il tempo sta volgendo al brutto. Le bizze della natura sono però il pane quotidiano di chi fa vino, dunque anche in questo caso niente di insormontabile: così, nel 2012 giunge l'esordio ufficiale del vino bianco Gorgona.

IL GORGONA BIANCO
È ottenuto da un blend di Vermentino e Ansonica, coltivati in un piccolo vigneto di circa un ettaro posizionato nell'unica zona dell'isola riparata dai forti venti marini. Si tratta di un vino molto equilibrato, lungo, complesso, con una bella mineralità e fortemente caratterizzato dalla freschezza notturna e dalle brezze saline tipiche di Gorgona. Secondo gli esperti, dal 2015 in avanti è stata trovata la giusta interpretazione delle viti e si può serenamente parlare di bottiglie importanti. Purtroppo sono in numero limitato, da 2700 a 4000 a seconda dell'annata, ma rappresentano una chicca che vale la pena di scoprire. Tra l'altro, l'accoppiata Frescobaldi/Gorgona imbottiglia anche un rosso fatto con Sangiovese e Vermentino Nero, prodotto per ora in sole 600 bottiglie: non si esprime ancora al meglio, ma ha le carte in regola per fare grandi cose nel futuro.