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Granit Bavarian Gin, il distillato venduto con un cubetto di granito


Premiato nel corso dei World Gin Awards 2016, è un gin morbido ed equilibrato, distillato utilizzando un originale sistema che sfrutta pezzi di granito

di Aldo Fresia

Lo scrittore Francis Scott Fitzgerald (1896-1940) non ha avuto modo di assaggiare il Granit Bavarian Gin, ma c'è da scommettere che gli sarebbe piaciuto molto, considerata la sua passione per questo tipo di distillato. Non è un caso se ha vinto il premio come Best Traditional Style Gin assegnato durante i prestigiosi World Gin Awards 2016.

A fare la differenza sono stati la morbidezza e l'equilibrio ottenuti dalla miscelazione di 28 erbe e radici bavaresi, comprese melissa, liquirizia, radice di genziana e radice dell'orso. Il tocco segreto per ottenere un simile risultato è l'originale metodo di filtratura affidato al granito.

I dettagli sono complessi, ma sostanzialmente il gin matura per alcuni mesi in contenitori di terracotta e poi viene filtrato utilizzando un sistema messo a punto nel corso degli anni Sessanta. Prevede di tagliare a mano pezzi di granito, accatastarli all'interno di una struttura a forma di cono rovesciato e poi affidare proprio alla roccia il compito di "ripulire" il liquido versato nella parte alta del cono.

In onore a questa tecnica, ogni bottiglia è venduta con un pezzettino di granito. Il consiglio della distilleria Penninger, che produce il gin, è di mettere la pietra nel congelatore e poi immergerla nel bicchiere in modo da raffreddare un poco il distillato prima di berlo.

In ultimo, ecco le parole del bartender trevigiano Samuele Ambrosi, ambasciatore del Granit Bavarian Gin per l'Italia: «Quello che mi ha piacevolmente colpito è la componente botanica che lo contraddistingue: come nel caso dei migliori gin dalla forte identità tedesca, anche la distilleria Penninger non si è limitata a utilizzare le classiche erbe e radici del sistema "London dry", ma nel Granit ha inserito botaniche tipiche delle foreste bavaresi creando uno stretto connubio tra un prodotto di indiscutibile eccellenza qualitativa e il suo territorio».