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Cocktail, storia e leggenda dell’origine del nome


Galli da combattimento, esploratori del nuovo mondo, storie d’amore e di risvegli

di Aldo Fresia

È praticamente impossibile ricostruire l'origine della parola cocktail utilizzata in relazione a una bevanda alcolica. Gli storici hanno certificato che la prima associazione ufficiale risale al 13 maggio 1806 e si trova sulle pagine del Balance and Columbian Repository, pubblicazione della città statunitense di Hudson. Quel che è successo prima resta però un mistero: in che modo questo nome è riuscito a farsi strada fino a meritare uno spazio su carta stampata?

Alcune ipotesi ci spingono a risalire fino al Medioevo, quando il ruolo della sveglia era affidato al canto del gallo e quando era usanza coricarsi la sera dopo un bel bicchiere di bevanda alcolica. La parola cocktail, da cock (gallo) e tail (coda), sarebbe dunque nata per collegare idealmente gli alcolici serali alla sveglia mattutina.

Un'altra storia è ambientata nel XVII secolo, quando l'equipaggio di un bastimento inglese giunge nel golfo del Messico e scopre a Veracruz una bevanda locale ottenuta mescolando diverse qualità di alcolici con una lunga piuma di gallo. Apprezzatene la bontà, gli inglesi la battezzano cocktail.

Secondo una versione francese, invece, tutto nasce nel XVIII secolo durante i combattimenti di galli che erano un passatempo comune in Gran Bretagna: pare che agli animali fosse somministrata una miscela di alcolici per aumentarne l'aggressività. E siccome uno degli effetti collaterali era di rendere più splendenti le piume della coda, ecco pronta l'associazione mentale che avrebbe fatto nascere il termine cocktail.

La leggenda più curiosa porta dritto negli Stati Uniti. Si narra di un taverniere che sperimentava strani intrugli di alcolici dietro il suo bancone e che era contrarissimo all'amore sbocciato fra la giovane figlia e un ufficiale di West Point. Un giorno il taverniere scopre che il suo prezioso gallo da combattimento è scappato: lo cerca, non lo trova, si dispera e arriva a promettere la mano della figlia a chiunque gli riporti l'animale. Detto fatto, l'ufficiale si presenta con il gallo, che in realtà aveva furbescamente nascosto. Da quel giorno, gli avventori della taverna ribattezzano cocktail le bevande confezionate dal taverniere. Oltre al danno la beffa.