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Cioccolatò: le 5 cose da non perdere


Degustazioni, workshop e shopping goloso intorno all’elegante salotto di piazza San Carlo a Torino

di Francesca Martinengo

Un weekend a Torino in occasione di Cioccolatò (22 novembre – 1 dicembre) , kermesse interamente dedicata al Cibo degli Dei, tra degustazioni, workshop e shopping goloso. Quest’anno la manifestazione avrà il suo fulcro in piazza San Carlo, il salotto buono del capoluogo piemontese. Ecco cinque motivi per non perdersi l’evento.

- Concedersi una pausa nei caffè storici torinesi, per immergersi in un’atmosfera d’antan bevendo una tazza di cioccolata calda preparata a regola d’arte. Da Platti, a Fiorio, da Baratti & Milano fino al Bicerin, dove assaggiare la bevanda preferita dal Conte Camillo Benso di Cavour. La ricetta? Cioccolato, caffè e fior di latte.

- Fare il Grand Tour del cioccolato italiano, dal nord al sud Italia, gustando le praline di storici marchi sabaudi come Peyrano e Pastiglie Leone fino al cioccolato modicano dell’altrettanto storica Dolceria Bonajuto di Modica. Oppure diventare cioccolatieri per un giorno, seguendo i seminari e gli showcooking dei Maestri Cioccolatieri Torinesi (e rubandone qualche segreto).

- Scovare due indirizzi segreti da torinesi doc: Giordano, uno scrigno di memoria storica (il negozio ha visto l’Unità d’Italia), dichiarato patrimonio delle Belle Arti, per gustare, tra specchi e banconi liberty, i gianduiotti torinesi artigianali ancora spatolati a mano, e Odilla Chocolat, dove provare svariati abbinamenti di frutta ricoperta di cioccolato: scorzette di limone, di arance, ma anche fragole candite e mele cotogne.

- Visitare gli atelier dei più celebri mâitres chocolatier sabaudi: Guido Gobino e Guido Castagna, per assaggiare il cremino al sale marino integrale e olio extravergine del primo (e magari anche le Cialdine Extra Bitter, che hanno orbitato intorno alla Terra con Luca Parmitano) e la crema gianduja con una concentrazione “esagerata” (68%) di Nocciole Piemonte del secondo.

- Un tram chiamato cioccolato: prenderlo per visitare la città degustando le delizie firmate Guido Castagna, come la torta sacher e i suoi mitici giandujotti. Oppure finire in bellezza la giornata assistendo ad una pièce inedita, anch’essa al cacao: Il Cioccolato della Compagnia EgriBiancoDanza, con le coreografie di Raphael Bianco e le poetiche scenografie di Emanuele Luzzati.

Infine, riempirsi le tasche di praline, prendere l’ascensore della Mole Antonelliana e sgranocchiarle una volta arrivati in cima, godendosi tutto il gusto del  panorama di Torino.