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Champagne, i consigli di Richard Juhlin


Intervista a uno dei degustatori più quotati al mondo

di Aldo Fresia

Svedese, classe 1962, Richard Juhlin è uno dei nomi di punta fra i degustatori e divulgatori di champagne. Ha scritto libri, ha stappato e assaggiato migliaia di bottiglie e ci ha concesso un'intervista mentre era a Hong Kong per lavoro. Ecco cosa ci ha detto.

IL MEGLIO DEL MEGLIO
Spesso si accosta lo champagne alla gioia di vivere, alla seduzione oppure a una certa idea di esclusività, quella legata agli status symbol. Richard Juhlin preferisce non ricorrere ad accostamenti di questo tipo: "Potremmo dire che tutte e tre le cose convivono in una definizione molto ampia di champagne, ma prima di tutto è uno dei migliori vini del pianeta e di gran lunga il migliore con le bollicine. E questo in larga parte per merito di una perfetta combinazione di clima e terreno".

COCKTAIL CON LO CHAMPAGNE
"Come regola generale non rovinerei mai un vero champagne utilizzandolo come ingrediente di un cocktail. Però il Bellini mi piace, e un mio caro amico sostiene che all'Hotel Splendido di Portofino ne fanno uno eccezionale con il Dom Pérignon Rosé".

CONSIGLI PER LE DEGUSTAZIONI
È difficile condensare la vasta esperienza di Richard Juhlin in una manciata di consigli, ma grazie alla sua disponibilità ecco qualche dritta di carattere generale e alcune indicazioni specifiche. Intanto, gli inesperti potrebbero "cominciare con gli champagne meno complessi e impegnativi", magari approfittando di bottiglie del 2002 ("in questo momento il meglio sul mercato è di quell'annata"). Se invece si vuole provare qualcosa di assolutamente eccezionale, e costoso, "io raccomando il Lieu-dits di Selosse, un Salon del 2002 oppure il Cristal Rosé 2005 dei Comtes de Champagne".

COME DEGUSTARE AL MEGLIO
"Per una degustazione perfetta bisogna innanzitutto essere in ottima forma: se per esempio hai il raffreddore allora è meglio aspettare. Ciò detto, l'ideale è una stanza intorno ai 20 gradi, senza fiori profumati nelle vicinanze, e bisogna versare lo champagne delicatamente, a una temperatura di 6-7 gradi, lasciandogli il tempo di riscaldarsi nel bicchiere. Inizialmente l'analisi di profumi e sapori dev'essere silenziosa e personale, in modo da farsi un'opinione propria. In un secondo tempo la si può condividere in un confronto gratificante con gli altri assaggiatori".

OPTIMUM, IL BICCHIERE PERFETTO
Richard Juhlin ha prestato la sua consulenza a Italesse in modo da creare il miglior bicchiere possibile per la degustazione dello champagne. Seguendo le sue indicazioni, il trio di designer e architetti Claesson Koivisto Rune, titolari di uno dei più blasonati studi di design al mondo, ha realizzato il bicchiere Optimum: "Lo Champagne si apre in modo ottimale", dice Juhlin, "posso sentirne tutta la complessità e la delicatezza".