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Birre artigianali, i trend del 2018


Doppia IPA, acide e scure: ecco i tre stili di birra che caratterizzeranno i prossimi mesi

di Aldo Fresia

Il mercato delle birre artigianali è esploso da qualche anno e solamente in Italia abbiamo assistito alla nascita di numerosi birrifici di qualità sopraffina. Un fenomeno che per i consumatori ha una conseguenza positiva, cioè maggiore varietà e livello medio più alto, ma che mette un po' in crisi gli specialisti di settore, soprattutto quando sono chiamati a ipotizzare i trend del prossimo futuro. È infatti arduo isolare tendenze per il 2018 che possano rivelarsi davvero tali, per estensione territoriale e presa sul pubblico.

I TREND DEL 2018 PER LE BIRRE ARTIGIANALI
Alcune previsioni sono comunque state fatte e vale la pena di prenderle in considerazione, se non altro per farsi incuriosire da territori che magari non abbiamo ancora esplorato. Uno degli studi che più hanno fatto rumore, a livello europeo, è quello condotto da EeBria Trade, negozio online che vanta un catalogo di quattrocento birrifici differenti e che di conseguenza ha un punto di vista piuttosto interessante sull'andamento delle vendite. Ecco dunque le loro valutazioni.

DOPPIA IPA E BIRRE AD ALTA GRADAZIONE ALCOLICA
La doppia IPA, chiamata anche Imperial IPA, è un'artigianale tipicamente anglosassone ed è una versione più alcolica delle IPA tradizionali (IPA sta per Indian Pale Ale). Si tratta di birre ad alta gradazione alcolica, fra il 7% e il 9%, dal gusto amarognolo, robusto e corposo, in cui si sente molto il luppolo. I prodotti di qualità sono ingannevoli, perché il bilanciamento e la morbidezza non fanno emergere immediatamente l'alcol: ciò che prevale è un sapore di forte personalità, che chiama la bevuta rilassata più che quella dissetante. Proprio quest'ultimo fattore sembra essere alla base di una crescita importante, registrata nel 2017 dalla doppia IPA e dalle birre ad alta gradazione in generale: un trend che gli esperti prevedono in crescita durante tutto il 2018.

ACIDE E SPERIMENTALI
Qui parliamo di bevande fuori dal comune e tendenzialmente spiazzanti, soprattutto per i neofiti. Il fato imprescindibile di questo tipo di artigianali è il Belgio, con le lambic e le geuze: si tratta di stili di birra molto particolari, che producono profumi e sapori aciduli ed erbacei, che talvolta vengono addolciti con l'aggiunta di sciroppi di frutta o di zucchero. Perché mai il pubblico dovrebbe preferirle agli stili tradizionali? Prima della risposta urge una premessa: gli stili tradizionali continuano ad andare forte, perché offrono prodotti dal gusto sperimentato e per nulla disorientante, solo che le vendite si mantengono stabili. Se invece parliamo di crescita del mercato, allora acide e sperimentali si fanno notare: è come se i consumatori avessero ormai imparato a conoscere le birre artigianali classiche e avessero voglia di tentare nuove strade. Viene da dire che la competenza chiama la sperimentazione, e con essa la fortuna dei birrifici che osano sapori e metodi di produzione fuori dalla norma.

BIRRE SCURE
L'ultima tendenza importante del 2018 sarà quella delle birre scure, stout o porter che siano. Parliamo di artigianali con una gradazione alcolica relativamente bassa, molto beverine, con un sapore amarognolo ed evidenti note di tostatura e caffè, cui le porter tendono ad aggiungere sentori di caramello: caratteristiche che nel complesso non vengono portate all'estremo, nella zona delle sperimentali, ma restano saldamente ancorate alla tradizione. Una bevuta semplice e dissetante, insomma, che secondo l'analisi di EeBria Trade, ma anche secondo altri, rappresenta la tendenza più sicura del 2018.