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Bergamotto, l’oro verde della Calabria


Dagli imperatori ai ristoranti stellati: curiosità, proprietà e consigli culinari legati a un agrume esclusivo

di Aldo Fresia

Dopo essere rimasto vedovo, Lorenzo Campeggi si diede alla carriera ecclesiastica, divenne cardinale e nel 1536 ricevette l'imperatore Carlo V di passaggio per Roma: all'illustre ospite fu offerto un menù che tra le altre cose prevedeva l'uso del bergamotto. Non è dato sapere se il cardinale, esperto diplomatico, volesse approfittare delle proprietà antidepressive di questo agrume, che è anche ricco di vitamine e contribuisce a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Sta di fatto che il menù di quell'incontro è giunto fino ai nostri giorni e documenta l'uso alimentare del bergamotto già nel XVI secolo.

L'origine di questa pianta è controversa: alcuni botanici la classificano come una sottospecie dell'arancio amaro, altri sostengono invece che sia una specie a sé stante. Il dato incontrovertibile è che la Calabria torna più volte nella confusa geografia delle origini e che oggi è la regione dove si concentra più del 90% della produzione mondiale.

Oltre a essere utilizzato nell'industria profumiera e farmaceutica, il bergamotto è protagonista anche nel settore alimentare, ad esempio nella celebre varietà di tè Earl Grey. Gli esperti del Consorzio del bergamotto suggeriscono di provare un accostamento curioso, accompagnando il succo di bergamotto a una frittata.

Infine, per chi si trova a passare da Milano, vale la pena di farsi tentare dal dolce degli chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini del ristorante stellato Il Luogo di Aimo e Nadia: un tiramisù di crema allo yogurt e mascarpone, biscotto al caffè, ricotta al bergamotto e capperi di Pantelleria canditi al miele.