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6 cantine toscane da non perdere


Dal cuore del Chianti all’Argentario. Danilo Savelli, agronomo e sommelier, consiglia 6 cantine seguendo le tappe dell’edizione 2014 della Corsa d’auto d’epoca Alcide

di Chiara Degl’Innocenti

Sulle strade del Chianti, attraversando la Maremma fino all’Argentario il 13 giugno prende il via la seconda edizione della Corsa di Alcide, una kermesse che vede come protagoniste decine di auto d’epoca che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Seguendo le tappe della gara Danilo Savelli, agronomo e sommelier, consiglia sei cantine per un tour parallelo dedicato all’enogastronomia Toscana.

Primatappa

Fonterutoli
Proprietà della famiglia Mazzei fin dal 1435, Fonterutoli si trova proprio nel cuore del Chianti Classico. Con oltre 7000 piante per ettaro e ben 117 di vigneti tra Fonterutoli e Siepi, Badiola e Belvedere, fino a Caggio, l’azienda ha scelto e mantenuto una coltivazione rispettosa dell’ambiente eseguendo potatura, legatura, sfogliatura, diradamento dei grappoli sempre manualmente. Anche la vendemmia è effettuata completamente a mano. Definita “la più impressionante di tutto il Chianti” la nuova cantina di Fonterutoli è stata concepita a basso impatto ambientale, su tre piani in parte interrati realizzata dall'architetto Agnese Mazzei, che ha firmato altre importanti cantine, tra cui la nuova barriccaia di Sassicaia.

Barone Ricasoli Nel Chianti Classico, tra filari di viti, olivi, boschi di querce e castagni, si trova la Barone Ricasoli, l’azienda vinicola più antica d’Italia e la quarta nel mondo, legata al vino dal 1451. Al Castello di Brolio, che custodisce le storiche cantine, vengono organizzati tour tematici, corsi di cucina e di degustazione del vino. Da non perdere l’enoteca, un vero e proprio salotto di accoglienza che conta più di 30mila visitatori l’anno. Per chi volesse incontrare i partecipanti della Corsa di Alcide può farlo il 13 giugno. All’Osteria del Castello viene infatti organizzato uno stop-merenda.

Ormanni La tenuta Ormanni, sulla strada tra Poggibonsi e Castellina in Chianti, è di proprietà della famiglia dal 1200 tanto che è stata citata anche da Dante nella Divina Commedia. La parte più antica della cantina, però, risale alla fine del 1700. Scavata nel tufo è l’ideale ancora oggi per  l’invecchiamento del vino in botti e barriques che, una volta imbottigliato, viene esportato negli Stati Uniti, Inghilterra, Svizzera, Germania, Austria, Danimarca, Giappone, Korea del Sud. Possibile la degustazione.

Seconda tappa

Il Ciliegio A pochi passi dal Chianti Classico e da Siena si trova l’azienda agricola Il Ciliegio che da quasi sessanta anni spicca nel panorama vitivinicolo locale. Con circa 4 mila quintali di uva, 200 mila bottiglie che girano il mondo, l’agriturismo didattico e il ristorante Il Ciliegio offre ai visitatori il piacere di calarsi nella realtà autentica del mondo contadino.

Mormoraia Sulle colline di San Gimignano, la Tenuta Mormoraia si estende su 100 ettari, di cui 40 coltivati a vigneti e 10 a oliveti. Tre tour degustazione e visite guidate vengono organizzati sia nella moderna cantina che nelle vigne offrendo un’occasione per conoscere le bellezze e le bontà della Toscana.

Terza tappa

Monsanto La cantina di Monsanto è nota per il suo vino che rispecchia le caratteristiche del territorio. I suoi profumi dati anche dagli strati di muffe nobili la rendono un luogo che merita una visita. In una galleria di trecento metri si collegano le nuove cantine a quelle settecentesche del Castello. Il tour comprende una panoramica sulle principali Denominazioni di Origine Toscane e sulle tecniche di lavorazione nei vigneti. Dopo una spiegazione sulle varie fasi di produzione, vinificazione e affinamento la passeggiata in questa cattedrale del vino si conclude con l’assaggio.