Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Yona Friedman inugura la sua più grande opera site-specific


“No man’s land” è l’installazione realizzata con Jean Baptiste Decavèle a Loreto Aprutino, vicino a Pescara

di Micol De Pas

"No man's land" è la più grande opera site specific mai realizzata da Yona Friedman. L'ha pensata e realizzata insieme a Jean-Baptiste Decavèle per la campagna di Loreto Aprutino, dove inaugura sabato 14 maggio.

Non solo. Si tratta di una sorta di manifesto del pensiero di Friedman. Architetto e artista franco - ungherese, pensatore e viosionario, ha infatti una sua personale visione del suo lavoro: il mondo è già troppo edificato dunque il compito dell'architettura non è di costruire nuove strutture, ma piuttosto di costruire nuove immagini.

E ora ha costruito un'immagine che si estende su oltre due ettari di campagna e si compone di un grande arazzo naturale, ordito di sassi bianchi di fiume e erba del prato, una struttura di canne di bambù e un dizionario immaginario inciso su oltre 200 alberi di noce.

Ma non basta. Questa installazione si propone anche come modello di cambiamento etico e sociale, replicabile ovunque e senza proprietario. Il titolo infatti, No man's land, va letto in un'accezione positiva: quest'opera è un dono che l'arte fa a tutti.

Da sabato 14, giorno dell'inaugurazione, prende il via anche un contest fotografico su Instagram che chiuderà il 15 giugno.

Yona Friedman, tra le più importanti voci dell'arte contemporanea, già ospite diverse volte alla Biennale di Venezia nonché a Documenta a Kassel, a giugno, all'età di 93 anni, presenterà anche la sua Summer House alla Serpentine di Londra.