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Wolfgang Laib, lo scultore della natura


In mostra a Pisa con “Somewhere Else”, un’installazione site specificnella chiesa della Spina

di Micol De Pas

Le barche, a Pisa. Quelle della Repubblica Marinara, certo. Ma anche quelle, oggi, dei migranti. Di sicuro, il simbolo di un viaggio. Astratto, essenziale e archetipico. Sono le sei barche in cera d'api realizzate dall'artista tedesco Wolfgang Laib all'interno della Chiesa della Spina a Pisa. L'opera d'arte, Somewhere Else, è una installazione site specific e in effetti il dialogo con l'architettura e la simbologia stessa del luogo sacro costituiscono parte integrante del progetto, insieme al materiale scelto.

Le storie sono almeno tre. Quella della chiesa, così chiamata perché custodisce una reliquia della corona di spine dal 1333. L'edificio venne poi distrutto e riedificato nel tardo '800 e da una decina d'anni ospita installazioni d'artista. Il luogo però è magico: «Santa Maria della Spina è un bellissimo spazio, intimo, con proporzioni perfette e pieno di spiritualità», spiega Laib, «Quello che faccio non è solo qualcosa da guardare e non voglio usare la chiesa semplicemente come un’ambientazione. Vorrei poter includere la Reliquia della Spina in questa installazione, conferendole un incredibile significato».

L'opera, poi: sei barche in cera naturale, profumatissima, prendono posto sul pavimento della chiesa. E la reliquia della spina, per eccezionale concessione di S.E Mons. Giovanni Benotto, Arcivescovo di Pisa, dal 2 all’8 aprile 2017, è posta sopra l’altare. Perché il viaggio compiuto da quelle barche è associato alla sofferenza. Al dolore, alla perdita. Ecco perché la cera d'api, uno dei materiali tipici di Laib che sceglie sempre elementi di origine vegetale o animale – latte, polline, riso, cera d’api – coinvolti nei processi dell’alimentazione e della sopravvivenza, effimeri e degradabili ma al tempo stesso essenziali per la vita.

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Wolfgang Laib, Somewhere Else

Chiesa di di Santa Maria della Spina, Pisa, fino al 5 giugno