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Window-shopping ai tempi del salone


Tre vetrine speciali da vedere durante il lungo week-end del Salone del Mobile nel cuore di Milano.

di Marta Galli

Agli indefessi delle compere il week-end non dispiacerà planare al centro di Milano e scoprire molte vetrine in alta uniforme. Con l’occasione della settimana del design, infatti, molti brand del quadrilatero hanno deciso di invitare designer e creativi a formulare installazioni site-specific nei loro negozi, facendo del rito consumato dello struscio una fresca esperienza di window-shopping. Ecco tre vetrine che vi consigliamo di vedere. 

La Rinascente, Piazza Duomo, con Hella Jongerius & Louise Schouwenberg e A search behind appearances” La strana coppia è costituita da una designer che ha iniziato la carriera con il collettivo Droog Design, prima di diventare uno dei nomi più rispettati nell’ambiente, e una ricercatrice, scrittrice olandese che insegna alla prestigiosa accademia del design di Eindhoven. Chiamate a mettere mano alle 8 vetrine del grande department store da Julia Peyton-Jones e Hans Ulrich Obrist della Serpentine Gallery, a cui è affidato il display per il Salone quest’anno per la terza volta, hanno elaborato un progetto concettuale ma sontuoso. Spiegato nella prima e nell’ultima vetrina, il percorso si sviluppa in quelle centrali attraverso tessuti fluttuanti che sono una metafora visiva delle evoluzioni di senso a cui il meccanismo del commercio sottopone ogni cosa, affinché sia buona per la vendita. Una critica sottile, quindi, allo stesso sistema che il Salone del Mobile propone. Ecco che macchie di colore si diventano oggetti, poi lettere, parole, frasi, storie in un riciclo continuo mentre gettano ombre, prodotte da un meccanismo animato programmaticamente a vista. Per svelare un gioco che talvolta noi stessi spettatori, noi pubblico-acquirente, fingiamo forse di non vedere.

Dodo, Corso Matteotti 9, con Matteo Cibic e “Il Paradiso dei sogni”. Il bestiario del designer veneto ha ormai caratteri ben definiti di un realismo magico tenero e spiazzante. Per le vetrine del marchio di gioielli, anticonvenzionale e irriverente per mission, Cibic lavora sul suo immaginario fatto di “architetture impossibili abitate da esseri antropomorfi”. Queste creature negli anni sono andare a formare vere e proprie famiglie di personaggi, ciascuno con una specifica declinazione caratteriale. Così il prolifico Matteo Cibic (che quest’anno al Salone presenta una mezza dozzina di progetti) invita lo spettatore a viaggiare nel mondo dei suoi sogni, da cui discendono per l’occasione animaleschi eroi in ceramica di un safari lunare e onirico: che si affaccia su strada e prosegue all'interno del negozio.

Valextra, Via Manzoni 3, con Lorenzo Vitturi e “Insideout”. Vitturi è un fotografo italiano di origini veneziane ristabilitosi a Londra, nel quartiere di Dalston, a cui ha dedicato un lavoro fotografico già premiato al Festival di Hyères. Gli studi in scenografia e la sensibilità per l’elemento pittorico e coloristico caratterizzano fortemente il suo linguaggio, che assembra oggetti disparati e tinte vibranti. Anche Valextra ha nella ricerca cromatica uno dei suoi punti di forza, non poteva allora che essere più opportuna la sinergia tra un giovane artista e uno storico marchio italiano di pelletteria. Le borse e gli accessori in pelle sono inseriti in bilico tra sculture dall'aria deliberatamente instabile e formano composizioni astrenti. Una grossa scultra attende poi il pubblico all'interno. L’effetto è visivamente avvincente, il fotografo (in mostra in questi giorni anche alla galleria Viasaterna), è uno da non perdere di vista.