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Wildlife Photographer of the Year alla nuova Fondazione Matalon


Il concorso del Natural Historic Museum di Londra dedicato ai migliori scatti dedicati sulla compie 50 anni

di Luca Bergamin

Wildlife Photographer of the Year, il concorso di fotografia naturalistica ideato esattamente cinquanta edizioni fa dal Natural Historic Museum di Londra approda nei nuovi spazi della Fondazione Luciana Matalon in Foro Bonaparte a Milano. E tra le sculture dell’artista italiana, i soffitti  ricoperti di specchi, i pavimenti materici, e la selezione dei vincitori e finalisti delle 21 categorie e 42 mila scatti, arrivati da 96 paesi, c’è davvero empatia, a cominciare dall’ingresso dove è esposta The Last Great Picture, titolo della fotografia scattata dallo statunitense Michael Nichols a un gruppo di cinque leonesse che poltriscono insieme ai loro cuccioli su di uno sperone di roccia nel Parco Nazionale del Serengeti in Tanzania.

Si prova davvero stupore anche a leggere l’età (otto anni!) di Carlos Perez Naval, il bimbo spagnolo che vicino a casa a Torralba del Sinones ha paparazzato uno scorpione nell’atto intimidatorio di mostrare il proprio pungiglione: l’autore dello scatto vincitore nella categoria junior non si è per niente spaventato, anzi ha raccontato di essere rientrato tranquillamente in casa per prendere la sua macchina fotografica.

Gli altri italiani ad ottenere il riconoscimento del Wildlife Photographer of the Year, sono stati Silvio Tavolaro per lo scatto intitolato Snow Stand, Adriano Morettin col suo fiabesco scatto Touch of Magic, Alessandro Carboni nella categoria Ambienti Terrestri, Simone Sbaraglia, Cristiana Damiano e Bernardo Cesare.

Una natura talmente straordinaria da rendere questo viaggio per immagini davvero irrinunciabile.

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Wildlife Photographer of the Year

Fondazione Luciana Matalon

Milano, sino al 23 dicembre