Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Weekend d’arte a Milano


Tanti gli eventi nel segno dell’arte per questo lungo fine settimana sotto il segno di un MiArt in splendida forma

di Marta Galli

Sarà il lavoro strategico di tre anni ben condotti dal direttore artistico Vincenzo De Bellis, sarà il clima favorevole di Expo alle porte, ma è un fatto che quest’anno MiArt sfodera su un totale di 105 gallerie di cui una settantina sono nomi stranieri, tutti di qualità, ma alcuni di grande prestigio come Gavin Brown da New York, Sadie Coles da Londra e Johann König da Berlino. E come sempre più spesso accade in queste occasioni tutta la città si organizza attorno all’evento principale, tanto che i giorni di MiArt (dal 10 al 12 aprile a Fieramilanocity) a Milano generano il palinsesto di un vero e proprio art week-end in cui avrete diverse cose da vedere. 

La migliore fiera italiana. Lo possiamo dire, con questa edizione MiArt si guadagna il primo posto in classifica tra tutte le fiere italiane dedicate all’arte, di certo la migliore di misura del triennio, ma potremmo anche estendere di molto l’arco temporale. E mentre il presidente della fiera, Michele Perini, ci ha tenuto a far presente che di questi tempi più che mai l’arte è un investimento sicuro, i galleristi preferiscono invitare a comprare solo ciò che piace. Detto questo, c’è un genere che alle aste sta sbaragliando e questo genere è la pittura, di cui è ricca la fiera. Di particolare suggestione la sezione The Now dove artisti storici e giovani si accompagnano nello stesso stand: Jorinde Voigt con Marisa Merz, Ulla von Brandenbur con Max Bill e Paloma Varga Weisz con Giorgio Morandi. 

Vocazione design. A meno di una settimana dal debutto del Salone del mobile, la città rinomata per il design non poteva non prevedere in fiera una sezione dedicata, ma si tratta di un particolarissimo tipo di design, che è quello storico o artistico: Object (curato da Federica Sala e Isabelle Valembras), un breve corridoio di gallerie con proposte sorprendenti, come la libreria in plexiglass sfumato di Andrea Branzi per Luisa Delle Piane o come il celebre divano Superonda di Archizoom (questo proviene dal Piper di Roma) o i gioielli unici della galleria Antonella Villanova. E poi un pop up store di Cabana magazine che non passa inosservato. Parallelamente in Corso Venezia presso la sede della casa d’aste Artcurial sarà possibile ammirare da vicino alcuni dei pezzi di Jean Prouvé che andranno all’asta il 20 maggio a Parigi (la mostra prosegue durante il Salone del mobile).

Monumentale e sentimentale Juan Muñoz. La mostra che HangarBicocca dedica al grande artista madrileno è imperdibile. Una grande poesia che culmina nell’ultima stanza, dove piove inattesa la luce su una foresta di omini ridenti. E poi l'installazione Double Bind, quella che il curatore Vincent Todoli definisce “la Cappella Sistina” dell’artista, il suo capolavoro. Ma anche il suo ultimo atto. L’opera fu originariamente creata per la Turbine Hall del Tate, dove ancora si trovava (a un mese dalla mise en place) quando Muñoz improvvisamente scomparve.

Weathfield, a spasso nel campo di grano. Frumento in città, ebbene sì, sotto i grattacieli di Porta Nuova: un giorno diventerà parco, riconvertendo la zona in un’area verde. Si tratta di un progetto di Fondazione Nicola Trussardi e Riccardo Catella, prorogazione di un’opera di land arte del 1982 di Agnes Denes. L'inaugurazione è sabato 11 a mezzogiorno.

A casa del collezionista. L’occasione è più unica che rara, quella di visitare l’appartamento del collezionista milanese Giuseppe Iannaccone, che raccoglie sotto al proprio tetto i lavori di alcuni degli artsiti più interessanti delle ultime generazioni: Michael Borremans, Andro Wekua, John Currin, Chantal Joffe, Gillian Wearing solo per dirne alcuni. Sabato 11 aprile, solo su prenotazione: prenotazionecollezioneiannaccone@iannaccone.com

Registi di domani. Curato da Sky, in collaborazione con Careof, il concorso per giovani video artisti allarga gli orizzonti possibili del linguaggio cinematografico e arriva alla seconda edizione. Il vincitore del bando 2015 è Luca Trevisani con Il cerchio, girato attorno alla curiosa architettura di Villa Girasole a Verona. I film dei finalisti di entrambe le edizioni (oltre a Trevisani, Yuri Ancarani, Francesco Bertocco, Giuseppe Panizza e ZimmerFrei) saranno installati e visibili al Museo del Novecento a partire da venerdì fino al 19 aprile.