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Uomini come cibo


Un bestiario fantastico per raccontare paure e aspirazioni, un’interessante inversione di prospettiva in concomitanza di Expo 2015, presentata da Max Mara e Collezione Maramotti.

di Marta Galli

Nutrire il pianeta o nutrirsi degli uomini che popolano il pianeta? La mostra Uomini come cibo allestita dall’Atelier dell’Errore in collaborazione con Max Mara e la Collezione Maramotti impugna e ribalta la prospettiva di Expo 2015.

Il tema scivola quindi verso un bestiario fantastico visualizzato da disegni appesi al muro su supporti di legno senza pretese. Spaventevoli e fameliche creature vanno a caccia di umani, mostrando anche una gamma di gusti piuttosto variegata: troviamo il “Frullatore di uomini che va a scassinare la nuova Jeep Renegade”, lo “Spalax Leubon che ha preso mia sorella” e il “Vendicatore di notte che divorisce dei compagni di classe”.

Le opere, circa una quarantina distribuite su cinque piani di un palazzo dietro Via Montenapoleone a Milano, sono frutto del lavoro dei ragazzi dell’Atelier dell’Errore, il laboratorio di arti visive fondato da Luca Santiago Mora a complemento dell’attività clinica della Neuropsichiatria infantile di Reggio Emilia. Tutte le illustrazioni, spesso realizzate collettivamente perché l’aspetto relazionale conta qui quanto la possibilità di esprimersi senza condizionamenti, hanno una forte componente narrativa: raccontano le paure e assumono possibilmente una funzione salvifica, incanalando il desiderio di rivalsa di giovanissimi stretti ai margini dalla vita quotidiana.

In concomitanza con l’esposizione, Max Mara mette in vendita nelle sue boutique le shopping bag decorate con i disegni dell’Atelier a cui andrà il ricavato.

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Uomini come cibo 

18 giugno - 15 settembre 

visita su prenotazione, tel. 342 9146508