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Ugo La Pietra e l’arte disequilibrante


Alla Triennale di Milano, una monografica per conoscere il lavoro dell’artista, dal 1960 ad oggi

di Micol De Pas

Dell'espressione artistica ha fatto la sua vita. Perché Ugo La Pietra, architetto di formazione, è anche artista, cineasta, attore, editor, musicista, fumettista, docente. E per raccontare mezzo secolo di attività anticonformista, fuori dagli schemi nei vari ambiti da lui prescelti, la Triennale di Milano gli dedica una monografica. Si tratta della prima retrospettiva a lui dedicata, organizzata intorno alla selezione di oltre 1.000 opere, lungo un percorso che va dalle origini concettuali del suo pensiero, fino alla progettazione della realtà.

La parola progetto forse non è delle più indicate:l'esperienza di La Pietra va intesa come una lunga militanza nell’anti-progetto. In tempi assolutamente non sospetti, l'artista lavora con gli artigiani, come antesignano dei makers che vede in questa possibilità una valida alternativa al design, e pone la sua attenzione alla quotidianità: l'ambiente in cui si vive, le relazioni e la propria storia diventano strumenti essenziali del proprio lavoro, in un'analisi della realtà precisa, ironica e sarcastica.

In disequilibrio con quanto appartenga al mainstream, il percorso artistico di La Pietra è anche disequilibrante: sposta l'attenzione del pubblico su dettagli minori, propone esperimenti laterali, sprofonda in oggetti polisemantici. Da scoprire attraverso opere e documenti, accompagnati da materiali audiovisivi e sonori.

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Ugo La Pietra Progetto Disequilibrante

26 novembre 2014 - 15 febbraio 2015
Triennale di Milano