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Synchrodogs, l’arte vista dall’Ucraina


A Venezia, la prima personale, tra sogno e denuuncia

di Micol De Pas

Si chiamano Synchrodogs ma i loro veri nomi sono Tania Scheglova (Ucraina, 1989) e Roman Noven (Russia, 1984). Fotografano la realtà con uno sguardo onirico. E i loro lavori hanno già fatto il giro del mondo, con mostre personali e collettive a Londra, Los Angeles, New York, Mosca, Melbourne e Parigi, diffusi e veicolati attraverso riviste internazionali come Harper's Bazar, Vice e The British Journal of Photography.


Ma soprattutto, Synchrodogs si è reso famoso per l'impegno sociale e politico: il loro reportage sulle attiviste Femen per il magazine Dazed and Confused ha mostrato il loro particolare punto di vista autoriale, mentre le denuncie sulle condizioni di vita in Ucraina, a partire dalla città di Lutsk dove vivono attulmente, hanno girato sui canali web  all'alba della rivolta sociale sfociata in novembre.

E ora Venezia dedica loro la prima personale italiana  con Naturally occurring. Combina due serie fotografiche, Reverie Sleep e Animalism, Naturalism, incentrate sulla dimensione onirica la prima e sul rapporto con la natura la seconda. Ma il fil rouge che le accomuna  è il soggetto ritratto, rigorosamente femminile.

A posare è molto spesso Tania Shcheglova a volte mimetizzata nella natura a volte avulsa da questa, tra tute attillate, polveri colorate sul corpo e altri escamotage artificiali. Una declinazione politica dell'universo femminile, nella sua versione artistica.

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Synchrodogs, Naturally occurring

Spazio Punch, Venezia

dal 31 maggio al 3 agosto