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Sudafrica, a venti anni dall’apartheid


Giovani artisti bianchi e neri espongono a Città del Capo il reportage che racconta il loro nuovo paese

di Luca Bergamin

Sette mesi di un viaggio lungo 24 mila chilometri da un capo all'altro del Sudafrica a bordo di un motorhome. Il traguardo è la mostra Twenty Journey alla Comune.1 Gallery di Città del Capo, dove tre giovani fotografi hanno esposto la loro personale "biografia" del Sudafrica: l'avventura iconografica è stata compiuta infatti a 20 anni dalla conquista della Democrazia. E a pochi mesi dalla morte di Nelson Mandela, simbolo del paese arcobaleno e della sua riunificazione.

Sean Metelerkamp, Sipho Mpongo, Wikus de Wet hanno colore della pelle, storie e sensibilità differenti, ma sono accomunati dall'amore per il proprio paese, in cui tante cose sono cambiate ma tante - e lo hanno scoperto in questo itinerario - sono purtroppo rimaste uguali: la povertà, il disagio, le differenze sociali.

Nei loro scatti si vedono dunque ancora le famiglie bianche con la servitù di colore, i neri che sacrificano la vita nei meandri delle miniere per cercare dorate pepite di oro e riscatto sociale. E ancora i safari della gente ricca, esposti accanto alle baracche dei miserabili, sia white che black.

E poi c'è lo splendido, ridente paesaggio di un Sudafrica che resta selvaggio, impossibile da catturare, ma bellissimo da ammirare e da scoprire. La scelta di viaggiare a bordo di una casa a quattro ruote costituisce anche un atto di fiducia e manifesta la volontà di incontrare tribù e popoli diversi che vivono nella stessa terra. E comune è la volontà di creare un domani migliore per il Sudafrica.

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Twenty Journey

Commune.1, Città del Capo

Sino all'8 settembre