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Sophie Calle: se Madre fa rima con Mare


MAdRE è il titolo della mostra dell’artista francese al Castello di Rivoli

di Micol De Pas

Dopo la sua comparsa alla Biennale di Venezia di qualche edizione fa in cui rappresentava la Francia, Sophie Calle si è resa indimenticabile. In quell'occasione aveva fatto interpretare la lettera con cui il fidanzato la lasciava: abbi cura di te, diceva, a conclusione della missiva. E prima, le solite, scontate, poco confortanti parole di un innamorato pronto a indossare la targhetta dell'ex. A leggerla secondo le peculiarità della loro professione era una serie di donne (tra cui l'indimenticabile Luciana Littizzetto mentre sbucciava le cipolle nella sua cucina): i sentimenti sono quelli dell'artista, resi universali in un'indagine artistica narrativa.

E in effetti, il lavoro di sempre dell'artista francese ruota attorno a questa ricerca. Che ora viene declinata in un'esposizione al Castello di Rivoli. Si intitola MAdRE, a cura di Beatrice Merz, e si articola sullo sviluppo di due progetti, Rachel, Monique e Voir la mer. Due idee distinte, due percorsi distinti che però sono accomunati da un fil rouge: i temi dell'affetto e dell'emozione, la morte, il distacco e quell'analogia tra le parole madre e mare che da il titolo alla mostra.

Voir la mer. Video installazione appositamente concepita per la sala 18 del Castello di Rivoli. A introdurla ci pensa Sophie Calle stessa, che scrive:

A Istanbul, unan città circondata dal mare, ho incontrato persone che non l'avevano mai visto. Li ho portati sulla costa del Mar Ner. Sono venuti a bordo dell'acqua, separatamente, gli occhi bassi, chiusi o mascherati. Ero dietro di loro. Ho chiesto loro di guardare verso il mare e poi tornare verso di me per farmi vedere questi occhi che avevano appena visto il mare per la prima volta

C'è tutto, in questa spiegazione. Del vedere e della ciecità, del contemplare una cosa mai vista, dello sgomento e della felicità, dell'oltrepassamento di un limite e dello stupore di aver visto l'invisibile. Come c'è tutto nelle foto e nei video che documentano l'esperienza.

Rachel, Monique. L'inizio di questo lavoro è un video che documenta la morte della madre dell'artista. Dalla Biennale di Venezia del 2007 dove venne esposto per la prima volta, l'opera ha continuato ad evolversi, accumulando ricordi come in un diario a ritroso. E ora tutto il materiale sarà esposto nelle sale del Castello ricamando un nuovo dialogo tra le memorie di un luogo e gli oggetti cari alla madre, assurti al ruolo di oggetto artistico. Anche qui è Sophie Calle a dare la chiave di lettura necessaria per immergersi nella sua personale ricerca:

Mia madre amava essere oggetto di discussione. La sua vita non compariva nel mio lavoro e questo la contrariava. Quando collocai la mia macchina fotografica ai piedi del suo letto di morte - volevo essere presente per udire le sue ultime parole ed ero intimorita che potesse morire in mia assenza - esclamò: "Finalmente!"

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Sophie Calle

MAdRE

Castello di Rivoli, 11 ottobre - 15 febbraio