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Settimio Benedusi in mostra alle Leica Galerie


Il fotografo di moda riflette sulla perdita con l’esposizione Es-senza: un viaggio per immagini intimista e catartico dal 2 Dicembre alle Leica Galerie

di Giuliana Matarrese

La presenza dell'assenza.

È la presenza di qualcosa che non esiste più a dare la più grande sofferenza, ciò che il tempo avrebbe poi fatto.

Infatti è la perdita ciò che fa più soffrire.

Il piccolo Settimio non ha più il sostegno del padre.

Le parti annullate hanno un sapore di mistero.

E polvere ritornerai

Si apre con questa frase di Gian Paolo Barbieri, il comunicato stampa incentrato sulla mostra di Settimio Benedusi alle Leica Galerie di Milano. Un pensiero affettuoso, da parte di uno dei mostri sacri della fotografia di moda, nei confronti dell'amico di lungo corso e protégé Benedusi, che racchiude il senso dell'intera esposizione, Es_senza, e che il fotografo ligure racconta con orgoglio.

"Nei confronti di Gian Paolo nutro una sconfinata ammirazione, il suo lavoro è al pari di quello di altri grandi della fotografia, come Avedon o Penn:divenirne amico, in qualche modo, è stata la realizzazione di un sogno personale, essendo lui, nel privato, una persona estremamente dolce e generosa. Per questo motivo, desideravo un suo intervento estetico per questa mia mostra, che parte dalla riflessione sulla perdita, nel mio caso si trattava della perdita di mio padre. Tra l'altro, anche Gian Paolo, quando gli ho proposto di regalarmi un pensiero, che poi è una vera e propria poesia, stava attraversando un momento simile, avendo perso quello che considerava un vero sodale, il truccatore con il quale collaborava da 40 anni."

Intimista, personale, lontana dal percorso normalmente battuto da Benedusi, quello della fotografia di moda, la mostra si snoda attraverso fotografie private del fotografo da bambino, dalle quali con Photoshop la presenza del padre è cancellata. Un processo di purificazione e catarsi per immagini: "ho sentito il bisogno di raccontare il senso di abbandono, di soffermarmi al di là dei lustrini e dei costumi da bagno che scatto spesso, cercando vecchie foto nei cassetti. Un processo doloroso, ma che mi fa venire in mente quello che rispondeva Hemingway quando gli chiedevano come fare a scrivere un grande romanzo: basta mettersi alla macchina da scrivere e sanguinare."

In questo senso, la fotografia forse più rappresentativa è quella scelta come immagine principale:l'artista e sua madre ottantanovenne, ritratti nella loro nudità, poco prima di recarsi alla messa commemorativa del padre Marsilio, ad evocare la sensazione di fragilità assoluta nella quale ci si trova tutti, di fronte al lutto. 

Il percorso è aiutato anche dall'allestimento, atipico per un opening, una scelta esplicita di Benedusi: "Non amavo l'idea delle fotografie incorniciate, del chiacchiericcio di sottofondo che accompagna sempre questi eventi, tanto più considerato che si tratta di un lavoro estremamente intimista. Per questo motivo ho voluto al centro della sala un parallelepipedo nero, lungo e stretto, nel quale è possibile entrare una persona alla volta, per favorire un percorso emozionale".

Un percorso che, secondo Benedusi, ci vede affrontare, e convivere con il dolore alla maniera dei bambini, come il bambino protagonista delle foto nelle quali il padre non c'è: "un po' più soli, continuiamo a vivere la vita con la stessa innocente, e malinconica, beatitudine".

Le foto (otto doppie, con e senza la figura paterna), più l'autoritratto con la madre, saranno esposte alle Leica Galerie di Milano, e saranno l'occasione per presentare il nuovo numero di EyesOpen! rivista di fotografia che per l'occasione si concentra sul tema dell'assenza, mettendo in copertina proprio l'immagine simbolo della mostra di Settimio Benedusi.

Es_senza

Settimio Benedusi

Leica Galerie Milano

2-12 Dicembre