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Un secolo di storia raccontato attraverso le sue sedie


Una mostra all’Istituto Svizzero di New York fino al 23 novembre

di Silvia Anna Barrilà

Un uomo e una donna anziani siedono su un palco circondati da sedie vuote: narrano la fine della civilizzazione ad un pubblico assente. È la "farsa tragica" messa in scena dal drammaturgo Eugène Ionesco nel 1952 sotto il titolo di Le Sedie e che, a 20 anni dalla scomparsa dell'autore, ha ispirato la mostra Fin de Siècle, allestita allo Swiss Institute di New York dall'architetto greco-norvegese Andreas Angelidakis (fino al 23 novembre).

L'esposizione è la prima di una serie di mostre dedicate al design dall'istituzione svizzera a New York e include le sedie di autori come Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand, Marcel Breuer e gli italiani Mario Botta, Andrea Branzi, Alessandro Mendini, Gaetano Pesce e Ugo La Pietra.
La selezione include sedie innovative per la storia della produzione di massa, esperimenti utopici, creazioni fantasiose. "Nell'attuale momento di pluralità e flusso infinito in cui viviamo - ha detto il curatore della mostra - questi oggetti dell'era passata di grandi movimenti sono esposti uno accanto all'altro. Contempliamo le loro conversazioni non udibili".  Proprio come nel dramma di Ionesco.

Anche l'allestimento ripropone la scena così come era stata pensata dal drammaturgo: "Le sedie vuote sul palco vuoto saranno decorate con stelle filanti e cosparse di coriandoli che daranno l'impressione di tristezza e disincanto, come quello che si prova in una sala da ballo dopo la festa; e sarà dopo di ciò che le sedie, la scena e il vuoto inspiegabilmente prenderanno vita... sconvolgendo la logica e sollevando nuovi dubbi".

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Fin de Siecle

Istituto Svizzero di New York, fino al 23 novembre 2014