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Robert Capa, il cinema, gli amori


L’unica retrospettiva europea che celebra i 100 anni dalla nascita. Per conoscere l’aspetto meno noto del suo lavoro, come cineasta e fotografo di scena

di Carla Brazzoli

Robert Capa nasceva  a Budapest 100 anni fa, il 22 ottobre 1913. Un anniversario importante per chi conosce il suo notevole impegno come fotoreporter  sui campi di battaglia e apprezza i suoi scatti che hanno raccontato la carica di dolore che accompagna ogni conflitto. A celebrare degnamente il centenario è la grande retrospettiva La realtà di fronte, curata da Marco Minuz e allestita a Villa Manin di Passariano di Codroipo, in Friuli Venezia Giulia (fino al 19 gennaio 2014).

Le 180 fotografie esposte offrono una panoramica completa dell’attività del fotoreporter. Ma a incuriosire in questa mostra è il Capa meno noto: cineasta e fotografo di scena.  Al quale è dedicata un’intera sezione ricca di fotografie che testimoniano il suo legame con il mondo del cinema, iniziato nel 1936.

Quell’anno Capa si trova in Spagna per documentare la Guerra civile. A Madrid ha l’occasione di affiancare il cameraman russo Roman Karmen e gira alcune sequenze del film Espagne 36 diretto da Jean Paul Le Chanois (vero nome Jean Paul Dreyfus) e prodotto da Luis Bunuel. Qualche mese più tardi torna dietro la macchina da presa, una Eyemo, per documentare il fallito contrattacco lealista nei confronti dei nazionalisti da trasmettere nel cinegiornale americano The March of Time.

Capa continua la sua esperienza come cineasta nel 1938, quando diventa assistente  del regista Joris Ivens che gira in Cina il documentario sulla resistenza cinese contro il tentativo di invasione giapponese dal titolo I 400 milioni.

Ma è grazie all’incontro con Ingrid Bergman, nel giugno 1945, che inizia a frequentare l’ambiente hollywoodiano. Capa è bello come un attore. Allegro, simpatico, piace alle donne e la prima volta che incrocia lo sguardo dell’attrice, all’hotel Ritz di Parigi, tra i due nasce un amore che durerà due anni. La loro storia adulterina è raccontata nel libro di Chris Greenhalgh Seducing Ingrid Bergman uscito nel 2012, dal quale si prenderà spunto per una biopic. Si racconta che Capa fece scivolare un biglietto sotto la porta della sua stanza per invitarla a bere un drink insieme. A quel tempo la Bergman era sposata con Petter Aron Lindström e aveva una figlia di 6 anni, Pia.
Quando, agli inizi del 1946, lei inizia le riprese del film di Alfred Hitchcock Notorius, per starle vicino si accredita sul set come inviato di Life (la rivista per la quale aveva lavorato fino a poco tempo prima). E scatta molte foto di scena e dietro le quinte. La cosa si ripete con Arco di Trionfo, la pellicola di Lewis Milestones. Ma Capa fotografa anche il lavoro di altri registi, come John Huston e Howard Hawks, con i quali stringe una forte amicizia.

La relazione con la Bergman però finisce e Capa decide di partire per la Turchia per dimenticarla e per girare un nuovo documentario per The March of Time. Tornato a Parigi, fonda l’agenzia  fotografica Magnum, riparte per un viaggio in Unione Sovietica con l’amico John Steinbeck e nel 1948 arriva in Italia, sul set di Riso Amaro, dove ha una love story con una delle attrici che affiancano Silvana Mangano, Doris Dowling.

L’attività di  fotoreporter di guerra rimane l’impegno primario: tra il 1948 e il 1950 va tre volte in Israele per documentare i combattimenti che seguono la Dichiarazione d’indipendenza e, successivamente, le condizioni dei profughi che arrivano in quel Paese. Ma tra un viaggio e l’altro trova anche tempo ed energia per fondare la World Video, a cui partecipa anche Steinbeck: una società che produrrà una serie di 29 cortometraggi, Paris, cavalcade of Fashion, dedicati ai grandi sarti parigini. Film purtroppo andati perduti.

E’ invece ben conservato, e sarà interamente proiettato alla mostra La realtà di fronte, il documentario di 26 minuti The Journey, realizzato in Israele nell’autunno 1950 e dedicato ai sopravvissuti della Shoah che, emigrati in Israele, diventano cittadini israeliani.

Intanto riprendono anche le sue incursioni sui set cinematografici. A Cinecittà realizza un servizio fotografico per il film La carrozza d’oro con Anna Magnani; in Inghilterra scatta dietro le quinte di Moulin Rouge, il film sulla vita del pittore Toulouse-Lautrec dell’amico John Huston; a Ravello, in Italia, collabora con Truman Capote alla stesura dei dialoghi di Il tesoro con Gina Lollobrigida e Humphrey Bogart. E proprio grazie all’amicizia con quest’ultimo riesce a scattare numerose foto di Ava Gardner impegnata nelle riprese di La contessa scalza.

Ma la sua vita, la sua passione, è altra cosa, E’ viaggiare per il mondo con una macchina fotografica appesa al collo, possibilmente nei luoghi “caldi” del pianeta. Così, quando Life gli chiede di sostituire il proprio fotografo in Indocina, Capa parte e ai primi di maggio arriva ad Hanoi, al seguito dei soldati francesi… già, QUEL fatale maggio 1954.