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Il nuovo, provocatorio progetto del fotografo Rankin, in mostra a Liverpool. La morte non fa paura. 

Solo un fotografo-demiurgo come Rankin, che ritrae star del rock, del cinema, del costume al di là delle apparenze dorate e puntando dritto all’anima, poteva affrontare una sfida tanto scomoda. Ovvero documentare la morte, con immagini di chi ci si sta avvicinando, di chi ci deve coabitare, di chi paradossalmente ci ricava da vivere. Ecco che nella mostra ALIVE. In the face of Death, alla Art Walker Gallery di Liverpool, sfilano 80 ritratti “decisivi”: c’è Sandra Barber, una donna che sta lottando con un tumore da 8 anni e proprio per questo si fa ritrarre con i colori e le piumaggi di una guerriera. Ancora: Freddie Knoller, è un reduce di Auschwitz e Martine Wright, è una giocatrice di pallavolo paralimpica che ha perso le gambe negli attentati alla metropolitana di Londra, nel 2005. Un’altra sezione presenta invece le immagini di prefiche, che piangono a pagamento ai funerali e gli impresari di pompe funebri, mentre quella con protagoniste le celebrity mette in scena attrici e modelle che portano sul volto “la maschera della vita”, per esorcizzare la paura della fine. Parallelamente alle foto, un film in progress della BBC documenterà il “dietro le quinte” e le storie di chi viene raffigurato. Drammi, passioni, ironie, colori che graffiano, come accade puntualmente in ogni progetto di Rankin. La morte, a fronte della rimozione collettiva che ci coinvolge, non è mai risultata tanto viva.  (m.q.) © riproduzione riservata

Rankin - Alive. In the Face of Death, Art Walker Gallery, Liverpool, fino al 15 settembre.

info: liverpoolmuseums.org.uk/rankin