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Le sculture di Rabarama vivono nel borgo di Pietrasanta


Nelle vie e piazze della cittadina del marmo bianco c’è un autentico museo open air

di Luca Bergamin

Le creature di Rabarama hanno "occupato" Pietrasanta. Nel borgo del marmo bianco per antonomasia, tra le sue viuzze e nella piazza principale, queste sculture creano un museo open air di grande impatto visivo e ambientale. Abituato alle opere di Botero che qui ha fissato la sua dimora e officina, il paese versialiano è ora il palcoscenico anche dell'artista romana.

Sono figure imponenti e al tempo stesso ammantate di tenerezza, che nonostante le loro grandi dimensioni, appaiono come giovani adulti accortocciati su se stessi, quasi a voler suscitare in chi le guarda un sentimento di dolcezza: proprio la postura dei corpi raccolti quasi fossero nel grembo paterno contrubuisce a dare uno slancio ed elasticità a tutta l'opera.

Oltre alla piazza centrale, i lavori di Rabarama sono stati collocati anche in punti apparentemente più anonimi (svincoli stradali, parcheggi), luoghi trafficati proprio perchè all'interno di uno spazio meno classico e decisamente più grigio, il bianco delle sculture si esalta e nobilita lo spazio.

Paola Epifani, questo il nome vero di Rabarama, 59 anni, ha scelto di chiamarle Immortale, Il Grembo e Raccolto queste figure realizzate in marmo, bronzo e pietra, col Bianco di Carrara quale materiale più notile e rappresentativo di queste terre ove Michelangelo veniva a fare incetta della materia  he avrebbe poi trasformato in immortale capolavoro.

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Rabarama, Pietrasanta

Sino al 30 ottobre