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La prima mostra prodotta da Acqua di Parma rivitalizza il senso del classico


Nelle antiche stanze di Palazzo Cusani a Milano le opere site specific di sette artisti italiani contemporanei

di Marta Galli

È certamente un periodo felice per l’arte a Milano, anche grazie al sostegno dei grandi gruppi del lusso che scoprono un nuovo mecenatismo. È il caso, tra questi, di Acqua di Parma, storico marchio italiano oggi proprietà di LVMH, da sempre legato alla cultura, che debutta nell’arte contemporanea e lo fa in grande stile: producendo una mostra.

Curata da Cloe Piccoli, I’ll be there forever/ The sense of Classic– questo l’evocativo titolo – riunisce a Palazzo Cusani le opere site specific di sette artisti italiani mid-career: Rosa Barba, Massimo Bartolini, Simone Berti, Alberto Garutti, Armin Linke, Diego Perrone e Paola Pivi. “Poter lavorare su commissione è un caso raro. Di solito è una condizione legata al contesto museale” commenta la curatrice. E invece la circostanza ha voluto che gli artisti potessero ragionare espressamente sul concetto di classico, un’idea, peraltro, che dice esserle stata instillata dalla partica degli artisti stessi: “I quali hanno respirato il classico e poi forse lo hanno dimenticato, perché il classico è stratificazione”. Ecco perché non si è scelto un white cube, ma un palazzo storico con tutto il suo sedimentato nel quale, Kuehn Malvezzi, studio di architettura noto per importanti progetti di display museale, ha ritagliato un allestimento dialogante.

Non troverete qui capitelli o scimmiottamenti di scultura antica. “Il classico non è citazione, ma è visto in modo diverso da ogni presente”. Un tema “sensibile” come lo definisce lo stesso Perrone, che apre il percorso espositivo già nel cortile con una scultura intitolata La fusione della campana, metafora della creazione, sempre inscindibile dal timore del fallimento. Nel cuore del piano nobile, dove si svolge il resto dell’excursus, troviamo Fulmini – opera di Garutti – una sorta di lampadario collegato al sistema di rilevamento fulmini del Cesis. Si illumina ogni qualvolta ne cade uno. “E cosa c’è di più classico di questo?” insinua di nuovo Cloe Piccoli. “È l’idea dell’uomo al centro del creato”.

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I'll be there forever/The sense of Classic, Palazzo Cusani, Milano, 15 maggio-4 giugno