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Le porcellane di Bouke de Vries allo Château de Nyon


In Svizzera, una mostra che celebra la bellezza come imperfezione. E mette in scena un banchetto esplosivo di porcellane

di Marta Galli

Un fungo di panna montata, in realtà la rappresentazione scultorea di un’esplosione atomica, è il pezzo forte di una tavola apparecchiata per 12 commensali. A guardare bene il fungo è composto da un coacervo di sculturine in porcellana, tra cui un Cristo crocefisso, una Guan Yin e la miniatura di un lavabo da cucina.

Sulla tavola si svolge un’acre battaglia di figurini in zucchero dagli arti costruiti con pezzi di robot di plastica, tra i frammenti di vasellame in frantumi. Si chiama War and Pieces, originariamente commissionata dal museo Holburne a Bath, è l’opera più imponente della personale dell’artista di origini olandesi Bouke de Vries che si dipana per le stanze del castello delle  porcellane di Nyon, a nord di Ginevra.

Tradizionalmente le battaglie venivano programmate e prima di partire per la guerra si facevano grandi banchetti inaugurali

spiega l’artista. Bouke de Vries, oggi 53enne, ha cominciato a lavorare nella moda dopo gli studi tessili accanto a Zandra Rhodes, Stephen Jones e John Galliano, ritrovandosi insoddisfatto. È così che torna a scuola per imparare a restaurare la ceramica e comincia la sua carriera di restauratore collaborando con artisti come Grayson Perry e Gavin Turk, fino a che, di quelle ceramiche compromesse o in frantumi decide di farne sua arte ricomponendo i pezzi in nuove sculture che conservano o enfatizzano i segni della rovina e della distruzione, retaggio concettuale della sua cultura fiamminga.

In mostra anche una versione rivisitata di Margie dei Simpson e un omaggio alla scultura di Dahl à Hindelbank conservata al castello, che raffigura Madame Langhans sepolta con il suo bambino mentre emerge dalla tomba.

Così recupera il passato e ne preserva la bellezza per il futuro, esaltandone le imperfezioni. Come spiega lui stesso:

Non capisco perché un meraviglioso vaso danneggiato debba valere un terzo di quel che valeva integro. Trovo al contrario che quel vaso rimanga un pezzo meraviglioso che preserva il valore del lavoro di chi l’ha realizzato

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Bouke de Vries: Fragments

Chateau de Nyon

Fino al 12 aprile