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Playboy: donne, sesso e sensualità


Da Marilyn Monroe a Kate Moss, 60 di storia della rivista erotica più famosa al mondo

di Chiara Degl’Innocenti

Se esiste una rivista che più di altre ha saputo interpretare le fantasie erotiche maschili questa è Playboy. Indiscutibile. In quasi 60 anni (a gennaio si celebrerà il compleanno con una nuova uscita) le conturbanti bellezze immortalate senza veli del paginone centrale hanno fatto la storia della creatura di Hugh Hefner raccontando la sensualità e la trasgressione quando era peccato solo pensarci.

Certo, quei volti (come le mode e i gusti) in oltre mezzo secolo sono mutati. Ora, per poter sopravvivere, il simbolo dell’editoria erotica deve fare i conti con un cambio d’immagine, lasciando un passo indietro l’attività editoriale classica, con i suoi tratti piccanti, per spingere l’acceleratore sul marchio. Malgrado tutto, però, a gennaio il magazine Playboy ci riproverà unendo l’icona internazionale Kate Moss e il suo corpo meraviglioso, a quello spirito giocoso con cui è uscito il primo numero nel dicembre del 1953 quando, a 50 centesimi di dollaro, il magazine pubblicava, tra un racconto di Sherlock Holmes e a un articolo sulla progettazione di un ufficio moderno, le foto di una giovanissima Marilyn Monroe nuda, acquistate per pochi spiccioli da un Hefner ventisettenne.

Ma è negli anni ’60 che le polpose e maliziose conigliette, figlie del boom economico, fanno di Playboy la rivista di maggior successo. Icona tra le icone diventa l’attrice Angela Dorian, le cui foto viaggiano fin sulla luna portate dagli astronauti della missione Apollo 12.

Con la crescita di richiesta di riviste e video pornografici, Playboy attraversa negli anni della "Febbre del sabato sera" momenti controversi. Pornografia. Questo è il termine che comunemente le si associa, soprattutto in occidente, tanto che per contrastare pregiudizi e competizioni la rivista si dirige verso quella strada che la configura come un magazine maschile raffinato e di lusso per adulti di alto livello culturale e sociale. In Italia esce il primo numero nel 1972. Chi non ricorda quella bomba sexy di Edwige Fenech?

Negli anni ’80 il tentativo di rimonta. Playboy dice addio a ragazze acqua e sapone, come la modella Candy Loving, per dare il benvenuto in copertina all’attrice di Dynasty Joan Collins che in un aderentissimo abito rosso fuoco ammicca ai lettori come un’esplosiva Jessica Rabbit. Sono gli ultimi anni in cui la rivista registra una tiratura da record con milioni di copie vendute al mese.
Poi arrivano gli anni che celebrano le modelle: Elle Macpherson, Claudia Schiffer, Jaon Severance. Mentre Naomi Campbell, la pantera nera delle passerelle, posa in un nude look nel 1999 sfoggiando il fisico mozzafiato strizzato in un bikini bianco, Cindy Crawford mostra il meglio di sé per ben due cover.

Nuovo millennio, ulteriori cambiamenti: la donna, più consapevole del proprio corpo, mette sempre più a nudo la bellezza ma il centerfold, il pieghevole centrale, non basta più per vendere milioni di copie. Oggi, quei nudi mozzafiato che un tempo scandalizzarono il mondo non turbano più e registrano poche vendite. Le tre milioni di copie annue non sono neanche un decimo di quelle che venivano vendute negli anni di gloria, tanta è la concorrenza di altri magazine più brutali. Così, l’arzillo Hef si ritira con la sua giovanissima moglie e lascia lo scettro al figlio ventiduenne Cooper che ha il compito di guidare Playboy verso la rinascita globale a partire dalla valorizzazione del marchio, passando per un restyling del magazine. Il coniglietto con il farfallino da smoking sta per compiere 60 anni. Chissà se Kate Moss saprà riportare agli antichi splendori quel simbolo erotico fatto di carta.