Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Oscar 2015, i vincitori


I premi di questa edizione, tra impegno sociale e diritto alla privacy

di Micol De Pas

Miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura originale e migliore fotografia: il 2015 è l'anno di Birdman, il film di Alejandro Gonzalez Innaritu che aveva aperto il festival di Venezia, si è aggiudicato quattro statuette. Molti premi anche a The Grand Budapest Hotel, scritto e diretto da Wes Anderson, premiato, oltre che per gli splendidi costumi, con una statuetta all'italiana Milena Canonero, per la colonna sonora, firmata dal francese Desplat, per il makeup e per la produzione. Miglior attrice non protagonista a Patricia Arquette per Boyhood, mentre la migliore attrice protagonista è Julianne Moore per la sua interpretazione in Still Alice. Eddie Redmayne è stato insignito del titolo di miglior attore per La teoria del tutto, mentre lo sceneggiatore dello stesso film ha vinto come miglior sceneggiatura non originale: è Graham Moore, appena 31enne.

Suo il discorso sull'omosessualità: "Ora sono qui anche per Alan Turing che non ha avuto la possibilità di salire su un palco come questo a far sentire la sua voce. Dico ai ragazzi come me: non vergognatevi di essere diversi".

Sulla scia dell'impegno sociale anche Patricia Arquette: "Non ho mai pensato di ottenere un Oscar, ma ho sempre pensato che avrei aiutato gli altri, l'ho fatto in passato e lo farò in futuro", ha detto, e poi ha fatto alzare in piedi Meryl Streep e Jennifer Lopez parlando dei diritti delle donne americane. Il messicano Inarritu, invece, ha parlato del problema dell'immigrazione messicana negli Stati Uniti: che l'America trovi una soluzione e continui ad essere la grande nazione fatta di immigrati che è sempre stata.

I musicisti John Legend e Common che hanno vinto per la miglior canzone, Glory, nella colonna sonora del film Selma, hanno parlato di minoranze etniche, Julianne Moore dell'importanza della presa di coscienza di cosa siano malattie come l'Alzhaimer, mentre gli autori di Citizen Four, sulla storia di Edward Snowden, e premiato come miglior documentario, hanno affrontato il delicato tema della privacy.