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OrienteOccidente, la danza in festival


Al via la 37esima edizione della rassegna internazionale della danza a Rovereto

di Micol De Pas

L'appuntamento è goloso perché la danza contemporanea è declinata in tutte le sue sfaccettature. È Oriente Occidente, storico festival diretto da Lanfranco Cis e Paolo Manfrini, in scena da 37 anni a Rovereto. E se nel suo Dna c'è la contaminazione, l'eclettismo culturale, per questa edizione il cartellone si concentra sul tema dell'inclusività, insieme alla ricerca artistica, in un dialogo con il Mart, museo di arte moderna e contemporanea. 5 appuntamenti da non perdere.

- Set and Reset/Reset è la riproposta dello storico spettacolo di Trisha Brown con le musiche di Laurie Anderson, Set and Reset del 1983, da parte della compagnia Candoco che porta in scena artisti abili e diversamente abili. Una versione molto fedele all'originale nell'uso del linguaggio e della grammatica dei gesti della Brown, firmato per Candoco dall'israeliana Yasmeen Godder. In prima mondiale, sabato 9 settembre, auditorium Melotti, ore 20,30.

- VeRo, spettacolo della compagnia brasiliana di Deborah Colker, disegna scenari circensi e acrobatici in una danza ad alto tasso di spettacolarità. Il racconto si snoda lungo le esperienze professionali della coreografa, dalla sua partecipazione al Cirque du Soleil al coordinamento delle scuole di samba per la preparazione del Carnevale e, prima ancora, come professionista della pallavolo. Lo sport è una chiave di lettura privilegiata nei suoi lavori, tanto che ha curato la Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro. In VeRo la fusione di due suoi spettacoli precedenti, Velox e Rota. Prima nazionale, mercoledì 6 settembre, teatro Zandonai, ore 20,30.

- Tu el ceilo y tu porta in scena le relazioni amorose nel quotidiano in una interpretazione contemporanea del tango. Catherine Berbessou riprende il titolo di un tango di Carlos Di Sarli e lo traduce in una coreografia espressionista in cui dialogano cinque coppie di danzatori e tangheri. Prima nazionale, sabato 2 settembre, auditorium Melotti, ore 20,30.

- Dance Stories. A firmare questo pezzo è Lutz Förster che in un racconto tutto basato sul corpo, narra la sua carriera con e intorno a Pina Bausch. Si potrebbe dire che Förster, oggi, è il teatro-danza: la sua presenza scenica, severa e precisa è altrettanto lieve ed ironica, in un linguaggio malinconico capace di raccontare la propria riflessione artistica che si fa teatro. Oltre all'esperienza al Tanztheater Wuppertal, il danzatore tedesco ha collaborato con la compagnia di José Limon, uno dei massimi maestri della Modern Dance americana, e con il regista statunitense Robert Wilson e tutti questi frammenti compongono le sue storie sulla danza. Domenica 3 settembre, teatro Zandonai, ore 20.30.

- La Fresque. Angelin Preljocaj parte da un antico racconto cinese dal titolo La pittura sul muro per costruire la propria coreografia. La storia è solo uno spunto per proporre un'indagine filosofica sulla relazione tra rappresentazione e realtà, ma anche sulla vita e la morte. In uno stile decisamente legato all'oriente, la domanda che sottende lo spettacolo è: qual è il ruolo dell'arte nella società contemporanea? Venerdi 8 settembre, teatro Zandonai, ore 20.30. La compagnia Preljocaj porta anche un altro spettacolo, questa volta di strada con il Groupe Urbain d’Intervention Dansée, un progetto speciale che Angelin Preljocaj ha avviato con danzatori scelti espressamente per questa tipologia di ‘interventi urbani’. Portano in scena estratti del repertorio della compagnia con un obiettivo: mantenere intatta la scrittura coreografica rigorosa per offrire una danza ‘colta’ a tutti. Giovedì 7 e venerdì 8 settembre nelle piazze Cesare Battisti e Erbe, ore 18.

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Oriente Occidente Dance Festival

Rovereto, dal 30 agosto al 10 settembre