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Mini guida al Torino Film Festival


Al via la 32esima edizione, con Paolo Vrizì come guest director

di Andrea Giordano

Il Torino Film Festival si conferma come uno degli appuntamenti più attesi di fine anno. Che per la sua 32esima edizione si presenta con un testa – coda di qualità: l’apertura ufficiale è affidata a Gemma Bovery di Anne Fontaine, ispirazione brillante della graphic novel di Posy Simmonds, con protagonista Gemma Artenton, e chiusura avventurosa ed esistenziale grazie a Wild, prodotto e interpretato da Reese Witherspoon, tratto dal romanzo autobiografico di Cheryl Strayed, firmato dal canadese Jean – Marc Vallée.

Molte sorprese, a partire dal cambio al timone artistico, con Emanuela Martini promossa da vice storica, a Paolo Virzì, che che quest’anno sarà ‘Guest Director’ in una sezione intitolata Diritti&Rovesci, che promuove la visione di autori come Antonietta De Lillo, Susanna Nicchiarelli, Wilma Labate, Costanza Quatriglio, Erika Rossi e Giuseppe Tedeschi.

Pellicole immancabili

The Babadook di Jennifer Kent, horror anticonvenzionale australiano, già diventato di culto, Le chambre bleu di Mathieu Amalric, restituzione attuale e rarefatta delle atmosfere di Georges Simenon, A Second Chance di Susanna Bier, o The Disappearance of Eleanor Rigby, Her e Him, con la coppia formata da Jessica Chastain e James McAvoy. Senza perdersi The Homesman, western al femminile diretto da Tommy Lee Jones, con Hilary Swank, Magic in the Moonlight, ultimo lavoro di Woody Allen con Colin Firth ed Emma Stone, The Rover, on the road apocalittico con Guy Pearce e Robert Pattinson, moderni Mad Max.

Prenotando in agenda la proiezione de La Teoria del tutto, biopic sul fisico Stephen Hawking, con la presenza a Torino del protagonista Eddie Redmayne, o il fenomeno Whiplash diretto da Damien Chazelle, su musica e rigore accademico. Molte scelte anche sul fronte italiano, da Mirafiori Luna Park di Stefano Di Polito, su crisi e lavoro nelle fabbriche, al teatro grazie all’ampliamento visivo dell’omonimo spettacolo, di e con Michele Placido, Prima di andar via, finendo magari con la proiezione – evento nella “sua” Torino di Profondo Rosso di Dario Argento, a quasi 40 anni dalla nascita del mito.

Per i nostalgici anche la versione restaurata di Via Col vento di Victor Fleming.

Omaggi e rassegne

Il Gran Premio Torino sarà assegnato sabato 22 a Julien Temple, regista inglese e maestro indiscusso come videoclip artist per David Bowie, Sex Pistols e Depeche Mode, mentre un omaggio-celebrativo sarà riservato per buona parte della rassegna a Josephine Decker, giovane ma giù acclamata performer, musicista e attrice.

Tributi anche a Bruno Bozzetto, e a sei artisti con altrettanti ritratti, da Nick Cave a Tiziano Sclavi, creatore di Dylan Dog, fino a Lucio Dalla.

Da non perdere ovviamente la seconda e ultima parte della rassegna dedicata alla New Hollywood, Suicide is painless, dal 1967 al 1976. Si potranno (ri)vedere sul grande schermo opere memorabili come Il laureato di Mike Nichols, scomparso proprio ieri, e di registi come Arthur Penn, Spielberg (Duel, Lo Squalo e Sugarland Express), Milos Forman, Francis Coppola (La conversazione), Sidney Pollack (I tre giorni del Condor), Martin Scorsese, Sam Peckinpah, De Palma e Lawrence Kasdan con Il Grande Freddo.

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Torino Film Festival

Fino a sabato 29 novembre