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Milano e la mala. Una mostra fotografica


Storia criminale della città. Dalla rapina di via Osoppo a Vallanzasca

di Micol De Pas

Cronologia della malavita milanese in una mostra. Si intitola Milano e la mala, curata da Stefano Galli, ed è un vero e proprio racconto per immagini della criminalità a Milano, tra la fine degli anni 40 e la metà degli anni 80, lungo 170 fotografie dell'epoca. Si comincia alla fine della Seconda Guerra Mondiale con una stagione di gruppi improvvisati ricordati con il nome della Ligera, che culmina con la rapina di via Osoppo, passata alla storia come il colpo del secolo: sette uomini assaltarono un portavalori e si impossessarono di 614 milioni di lire senza nemmeno sparare un colpo. Era il 1958.

Tra i 60 e gli 80, invece, la malavita cambia forma e si struttura in gruppi omogernei, a volte anche di stampo mafioso, diretta al controllo del gioco d'azzardo, della prostituzione e del traffico degli stupefacenti e ha come protagonisti Francis Turatello, Angelo Epaminonda e Renato Vallanzasca. E con loro cambia volto anche Milano, che comincia a vivere di notte, nelle bische, nei night club e nei circoli privati e nei quartieri del Giambellino, dell'isola e del ticinese (con la casba di Conca del Naviglio).

Oltre alle fotografie ci sono anche gli "strumenti" del mestiere, i giornali dell'epoca e i documenti delle indagini delle Forze dell'Ordine, della Questura di Milano con un approfondimento sul Commissario Mario Nardone. Una sezione speciale è dedicata infine a Renato Vallanzasca, ultimo rappresentante di quel mondo che dai primi anni 80 lascerà il posto a forme diverse (e più cruente) di criminalità.

Un giallo lungo 40 anni, una storia della città e uno spaccato culturale di un'epoca vicina, ma decisamente molto lontana dalla società attuale. Una mostra capace di raccontare storie, come in un reportage che racconta anche se stesso, i propri strumenti e i propri metodi di indagine.

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Milano e la mala

Palazzo Morando, fino all'11 febbraio 2018