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Mapplethorpe secondo Isabelle Huppert


Le foto scelte dall’attrice francese in mostra a Paris Photo

di Silvia Anna Barrilà

Guardo ogni fotografia di Robert Mapplethorpe, come se stessi leggendo una poesia. In quelle che ho scelto, il suo modo di vedere il mondo è racchiuso nella morbidezza - e nel silenzio. Sono fotografie silenziose. In quel mondo particolare che egli ha fatto suo, tutto è collegato. Ha liquefatto i confini, fuso il mobile e l'immobile. I suoi fiori sono vivi, quasi umani, e i suoi corpi sono congelati nella loro bellezza eterna. Ogni fotografia è emozione pura. In ciascuna di esse c'è una perfezione della forma, la delicatezza e il mistero della luce e ombra. Robert Mapplethorpe, il fotografo poeta.

Sono le parole con cui l'attrice francese Isabelle Huppert descrive il lavoro del fotografo americano Robert Mapplethorpe, ed in particolare le fotografie che lei stessa ha selezionato per la mostra presentata dalla galleria austriaca Thaddaeus Ropac in occasione della fiera Paris Photo al Grand Palais di Parigi dal 13 al 16 novembre.

Il progetto fa parte di una serie di esposizioni in cui personalità del mondo dell'arte e dello spettacolo come Cindy Sherman, David Hockney, Bob Wilson e Sophia Coppola sono entrate nei panni dei curatori e, scegliendo personalmente le fotografie negli archivi della Fondazione Mapplethorpe di New York, hanno condiviso con il pubblico la loro visione intima del suo lavoro. 

Nato a New York nel 1946, Robert Mapplethorpe è celebre per i nudi maschili e soggetti sadomaso così come per gli studi di fiori. Ha fotografato personaggi famosi tra cui Warhol, Amanda Lear e Patti Smith, a cui è stato strettamente legato da una profonda amicizia. È scomparso nel 1989; prima di morire ha creato la Robert Mapplethorpe Foundation per proteggere il suo lavoro e sostenere la lotta contro l'AIDS.