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L’ultima frontiera del bronzo


Un premio istituito dalla Fonderia Artistica Battaglia ingaggia i trentenni in un’arte antica oltre tre mila anni

di Marta Galli

 

“Viscerale, quasi repellente: ricorda le budella annodate di un organismo vivente”. Così Nicolas Deshayes descrive la sua scultura in bronzo, nata nel tempo di una residenza estiva alla Fonderia Artistica Battaglia a Milano. Lui, trentatreenne francese di casa a Londra nel quartiere di Dalston, è il vincitore – scelto tra cinque coetanei - della prima edizione del “Battaglia Foundry Sculpture Prize” (riassunto nella sigla BFSP #1). Il premio è l’occasione per il monitoraggio, la formazione e la selezione di artisti internazionali, incentivati ad abbracciare e rinnovare la tecnica millenaria della fusione del bronzo a cera persa, che nell’atelier meneghino si pratica dal 1913.

Dai suoi forni sono usciti oggetti mitici, come il cavallo della Rai di Francesco Messina, i tondi di Arnaldo Pomodoro, ma anche le opere di Marino Marino, Giuseppe Penone, Alighiero Boetti, Kengiro Azuma. Come dire: un capitolo importante della storia della scultura è stato scritto qui, in un luogo fuori dal tempo e a due passi dal cimitero Monumentale, dove tuttora prosegue silenziosamente il lavoro con gli artisti contemporanei.

“Il calore è la vera poesia del lavoro di Nicolas” ha commentato il direttore dell’Antica Fonderia Battaglia, Matteo Visconti di Modrone, riferendosi al fatto che la scultura si riscalda e si raffredda, proprio come un essere vivente, grazie a un sistema di tubature interne che pompano acqua, invitando lo spettatore all’interazione. Dear Polyp, così è stata battezzata, sarà esposta a partire dall’11 ottobre negli spazi della Fonderia assieme ai disegni e ai documenti di presentazione dei progetti concorrenti - di Julien Creuzet, Alicia Frankovich, Rodrigo Hernandeze e Nicolas Party.

Nicolas Deshayes prosegue così la sua ricerca attorno alla materia: ad attirarlo sono sovente materiali di uso indistriale, come il poliuretano espanso con cui ha realizzato le prime forme della scultura nel suo studio londinese. Ma è curioso che la sua prima opera d’arte durante gli studi al Chelsea College fosse proprio una scultura bronzea: “Aveva la forma di un pollo surgelato” ricorda l’artista. Il calco positivo in cera rosso sangue ha prodotto infine la scultura vera e propria, in bronzo patinato. Che nulla però ha perso del suo aspetto organico.

 

Mostra Battaglia Foundry Sculpture Prize 2016-10-10 a cura di Camilla Bonzanigo

Fonderia Artistica Battaglia

11 ottobre (ore 19) – 25 novembre, via Stilicone 10 Milano