Questo sito contribuisce alla audience di panorama

Liberi si nasce o si diventa? Una mostra per scoprirlo


“Gradi di libertà” indaga il tema tra arte e scienza, in un percorso ideato dalla fondazione Golinelli

di Micol De Pas

Ci sono domande che hanno fatto la storia dell'uomo. E quelle sulla libertà sono forse il nucleo fondante di questi quesiti. Sempre aperti, effettivamente, e da esplorare. Proprio come propone la mostra Gradi di libertà: dove e come nasce la nostra possibilità di essere liberi, ideata e prodotta dalla Fondazione Golinelli.

Al centro dell'indagine sono i gradi di libertà del nostro comportamento, necessariamente connessi alle scelte, alle decisioni che si prendono in ogni momento della vita. Poiché è il cervello a compiere questo atto, è la mente umana il vero soggetto della mostra. Che si snoda attraverso un percorso in sei sezioni tra arte e scienza.

- E se la libertà fosse un'illusione? Ovvero, quanto le influenze sociali condizionano le nostre scelte. Se ne parla attraverso le opere di Vanessa Beecroft e il tatuatore messicano Dr. Lakra.

- I due cervelli. Sono quello intuitivo e involontario, rapidissimo e sempre attivo e quello riflessivo e consapevole, lungimirante ma lento. Il secondo è quello da cui dipendono i nostri gradi di libertà ed è per questo che si incontrano le opere di Tehching Hsieh contro gli automatismi del ciclo biologico.

- Liberi si diventa. Se libertà significa vivere seguendo le proprie idee, allora il suo grado va valutato in base alle esperienze e ai pensieri che si formano durante l'adolescenza e la prima giovinezza. In quella fase della vita infatti il cervello si riorganizza profondamente, segnando le reali differenze tra le persone. Ryan McGinley racconta il senso di straniamento negli enormi spazi naturali in America, mentre Halil Altindere, nel video Wonderland, mette in scena la rabbia dei più giovani.

- Libertà o gabbia digitale? L'invito del videomaker Ryan Trecartin è a imparare a usare le tecnologie senza farsi sopraffare da queste.

- Arte, scienza e libertà. Sarebbero queste due discipline, quella artistica e quella scientifica le vere scuole di libertà di cui dispone l'uomo, come dimostrano le opere di Cao Fei, Bob and Roberta Smith e Igor Grubic.

- La libertà è la condizione per la libertà. Che n altre parole suona così: la libertà politica e sociale consente lo sviluppo dei quella personale. Nasan Tur espone i suoi Backpacks, kit completi (e in prestito ai visitatori) per svolgere alcune funzioni primarie come cucinare, protestare e parlare in pubblico, mentre Pietro Ruffo chiude il percorso espositivo con I traditori della libertà, ritratti a matita invasi da libellule intagliate nella carta di sei filosofi che si sono occupati del tema.

------------

Gradi libertà

a cura di Giovanni Carrada e Cristiana Perrella

Museo d'Arte Moderna di Bologna

18 settembre - 22 novembre