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Le mostre di gennaio in Italia


L’arte di inizio 2017

di Valentina Lonati

È un 2017 che parte all’insegna del risveglio quello dell’arte in Italia. Un risveglio culturale, urbano e politico, annunciato da una serie di mostre che vogliono far luce su diverse realtà. Come quella di Niscemi, in Sicilia, dove le antenne installate dalla base militare americana minacciano l'ambiente e la salute della popolazione del luogo, oppure quella del Giappone odierno, pronto a sciogliere gli ultimi tabù ma non a dimenticare le proprie tradizioni. O ancora, quella urbana di Napoli, così piena di luoghi abbandonati ma traboccanti di poesia. Ecco come inizia il 2017 per l'arte italiana.

Roma. Anish Kapoor
Potenti ed evocative, quasi violente. Le sculture-architetture di Anish Kapoor tornano in Italia a dieci anni dall'ultima mostra. A ospitarle è il museo MACRO di Roma, che offre un percorso alla scoperta del lavoro dell'artista indiano, presentandone la capacità di riassumere le polarità della vita in opere viscerali, da toccare con lo sguardo. Vita e morte, luce e ombra, materiale e immateriale, pieno e vuoto, lucido e opaco, liscio e ruvido prendono forma in una serie di rilievi, dipinti e sculture monumentali che dialogano con l'architettura del museo.

Roma, Museo MACRO, fino al 17 aprile

Milano. Look at me
Dalla Collezione d'Arte UniCredit, 170 opere che raccontano l'evoluzione del ritratto fotografico dalla fine del IXX secolo a oggi. La mostra si sviluppa su tre piani, affrontando le varie rappresentazioni fotografiche dell'individuo e del suo rapporto con la società, della figura dell'artista e della celebrità, del corpo e della sua messa in scena. In esposizione, le opere di Henri Cartier-Bresson, Weegee, Luigi Ghirri,  E.J. Bellocq, Gerhard Richter, Diane Arbus e Man Ray. Una panoramica della fotografia che ha fatto la storia del Novecento.

Milano, Unicredit Pavillon, fino al 29 gennaio

Napoli. Gian Maria Tosatti - Sette Stagioni dello Spirito
Ha abbracciato la città di Napoli il progetto Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti. Ne ha trasformato gli spazi con opere site-specific, permettendo la riapertura e il recupero di alcuni edifici storici e monumentali come l'ex-Anagrafe Comunale, l'ex Ospedale Militare e l'ex-fabbrica nel quartiere di Forcella. Ora, il lavoro dell'artista romano viene ripercorso dal Museo MADRE con una mostra che ne svela il dietro le quinte, le fasi di realizzazione e il risultato finale. Ispirato al libro Il Castello Interiore (1577) di Santa Teresa d’Avila, che suddivideva l’animo umano in sette stanze, il progetto di Tosatti è composto da altrettante installazioni ambientali che indagano e sollecitano le connessioni tra arte, città e comunità. Il progetto originario è stato promosso e organizzato da Fondazione Morra con il sostegno della Galleria Lia Rumma.

Napoli, Museo MADRE, fino al 20 marzo

Modica, Ragusa. Artists against MUOS
Là, a Niscemi, all’interno di quella riserva naturale in cui sopravvive l’ultimo bosco di querce da sughero della Sicilia, c’è una base militare americana. Una base che ha installato il MUOS, una rete di comunicazioni satellitari che serve a pilotare i droni nelle guerre a distanza e che è stata accusata di causare gravi danni ambientali e alla salute umana. Una vicenda di cui si parla poco, nonostante le continue proteste da parte degli abitanti della zona. Oggi, alla vigilia dei processi contro gli attivisti NO MUOS, a riportare attenzione su questo tema è una mostra collettiva, Artists against MUOS, che svela le azioni degli attivisti per ritardare il più possibile l’accensione delle antenne (ora in funzione) e che denuncia il silenzio delle autorità. Una mostra per riflettere su una battaglia che non riguarda solo Niscemi, ma l'Italia intera.

Modica (RG), LaVeronica Arte Contemporanea, fino al 25 marzo

La Spezia. Seven Japanese Rooms. Fotografia contemporanea dal Giappone.
Uno sguardo sul Giappone contemporaneo attraverso le immagini di sette fotografi: Tomoko Kikuchi, Toshiya Murakoshi, Koji Onaka, Chino Otsuka, Lieko Shiga, Risaku Suzuki, e Chikako Yamashiro. La Fondazione Carispezia continua il percorso attraverso la fotografia contemporanea con Seven Japanese Rooms, progetto espositivo che svela i cambiamenti della società giapponese da più prospettive: quella intima, legata alla sessualità, quella urbana, quella culturale. Le opere dipingono il paesaggio umano, architettonico ed emotivo del Giappone di oggi, analizzandone i legami con le tradizioni e le spinte verso la modernità. Accompagna la mostra il catalogo edito da Skira, che contiene le immagini di altri sette fotografi giapponesi.

La Spezia. Fondazione Carispezia, fino al 5 marzo